La dieta Low-FODMAPO è una delle diete emergenti per il trattamento delle patologie intestinali, soprattutto per la sindrome dell’intestino irritabile. 

Prime applicazioni della dieta Low-FODMAP

La dieta Low-FODMAP è stata sviluppata da ricercatori della Monash University di Melbourne, in Australia, con l’obiettivo di limitare gli alimenti che causano sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. FODMAP è l’acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols – ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili.

Tutti i FODMAP sono tipi di carboidrati, alcuni sono zuccheri, altri fibre, che resistono alla digestione nell’intestino tenue; di conseguenza, vengono fermentati dai batteri e da altri microrganismi nell’intestino crasso. Per la maggior parte delle persone questo è un aspetto positivo, perché nutre il microbiota, cioè i batteri intestinali buoni

Per altre persone, in particolare quelle con sindrome dell’intestino irritabile,  il consumo di alimenti ricchi di alcuni FODMAP provoca diversi sintomi digestivi, tra cui dolore addominale, gonfiore, diarrea o stipsi. 

I FODMAP sono presenti in svariati alimenti: gli oligosaccaridi sono fibre presenti in numerose verdure e altri alimenti vegetali. L’elenco dei FODMAP include anche un disaccaride (lattosio) e un monosaccaride (fruttosio). Alcuni polioli si trovano naturalmente in alimenti come ciliegie, pesche e funghi, mentre altri sono presenti negli alcoli dello zucchero come sorbitolo, xilitolo ed eritritolo.

Evidenza scientifica di applicazioni

La dieta a basso contenuto di FODMAP si basa su ricerche che dimostrano una riduzione dei sintomi nel 68%–76% dei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. Il protocollo standard prevede di eliminare tutti gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP per due o tre settimane. Se i sintomi diminuiscono, l’obiettivo è poi identificare quali FODMAP causano problemi e in quali quantità. Per farlo, si re-introducono i FODMAP uno alla volta per uno o due giorni ciascuno, tornando alla dieta a basso contenuto di FODMAP per tre giorni tra una reintroduzione e l’altra. Questa metodologia permette di identificare gli alimenti da evitare completamente e quelli da poter consumare una volta al giorno senza problemi, e di non avere sintomi con alimenti ricchi di lattosio, anche se consumati a ogni pasto.

Cosa si mangia con la dieta Low-FODMAP?

Riportiamo come esempio una giornata tipo con questo regime alimentare:

  • Colazione: uova strapazzate con spinacino e formaggio, 1 fetta di pane a lievitazione naturale integrale, un’arancia media
  • Pranzo: insalata con verdure miste, cetriolo, pomodorini, petto di pollo a cubetti, ceci e vinaigrette all’olio d’oliva
  • Cena: patata al forno (con la buccia) con panna acida senza lattosio, insalata di spinacino con peperone rosso e vinaigrette all’olio d’oliva
  • Spuntino: fiocchi di latte senza lattosio con mirtilli

La dieta Low-FODMAP è una buona scelta?

La dieta a basso contenuto di FODMAP presenta dei vantaggi per le persone con la sindrome dell’intestino irritabile che possono finalmente gestire i sintomi una volta individuati gli alimenti ricchi di FODMAP che li influenzano. 

Esistono tuttavia anche degli svantaggi importanti. Molti alimenti ricchi di FODMAP sono molto nutrienti, quindi chi deve evitarli seguendo questa dieta rischia carenze di fibre e nutrienti. Se ci si sente meglio dopo aver eliminato questi alimenti per alcune settimane, si potrebbe essere tentati di saltare la fase di reintroduzione, che invece è fondamentale per capire quali FODMAP causano i sintomi; così facendo si rischia di imporre restrizioni importanti e non necessarie alla dieta. 

Inoltre, se ci si autodiagnostica la sindrome e si ritarda il consulto medico provando la dieta da soli, si può ritardare la diagnosi corretta di problemi gastrointestinali più seri, come la celiachia o le malattie infiammatorie intestinali.

Per ottenere il massimo beneficio da questo approccio, è fondamentale seguire attentamente la fase di reintroduzione, con la guida di un esperto  qualificato che aiuti a interpretare i risultati. Evitare i FODMAP può inoltre risultare più costoso se ci si affida a versioni speciali a basso contenuto di FODMAP di alimenti trasformati.

A cura di Alice Masini

 

Bibliografia

The Diet Review: 39 Popular Nutrition and Weight-Loss Plans and the Science (or Lack of Science) Behind Them, Special Health Report, Harvard Medical School. ISBN 978-1-61401-424-9 Digital ISBN 978-1-61401-425-6 








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