Il 14 maggio 2026, presso l’Aula 204 del Campus Perrone di Novara, si è tenuto il seminario “Il diritto nell’età che avanza: prospettiva sull’aging”. L’iniziativa si è inserita nell’ambito delle attività congiunte del Centro Studi Aging del Dipartimento di Medicina Traslazionale e dell’UPO Aging Project, confermando l’attenzione dell’Ateneo alle trasformazioni giuridiche e sociali connesse all’invecchiamento della popolazione.
L’incontro si è aperto con la presentazione del volume Mutamenti demografici e mutamenti giuridici. Verso un diritto degli anziani (Giappichelli, 2026), curato da C. Abatangelo, C.M. Cascione, A.F. Fondrieschi e N. Vardi, che ha costituito il punto di partenza della riflessione sulle implicazioni giuridiche dei cambiamenti demografici e sulla progressiva ridefinizione degli strumenti di tutela della persona.
Dopo l’introduzione ai lavori a cura di Massimiliano Malvicini (Università del Piemonte Orientale), la moderazione del dibattito è stata affidata a Bianca Gardella Tedeschi (Università del Piemonte Orientale). La sessione degli interventi ha visto la partecipazione di Claudia Morgana Cascione (Università di Bari “Aldo Moro”), Noah Vardi (Università di Roma Tre) e Chiara Bertoldi (Università del Piemonte Orientale).
In particolare, la Professoressa Cascione ha analizzato il rapporto tra dinamiche demografiche e ricerca giuridica nello studio dell’invecchiamento della popolazione. Sottolineando come il fenomeno incida tanto sulla dimensione demografica quanto sulle condizioni di vita in età avanzata, sulle risorse necessarie al loro sostegno e sull’adeguatezza degli strumenti giuridici di protezione, la relatrice ha evidenziato l’esigenza di un approccio trasversale, idoneo a coordinare interessi individuali e collettivi, anche attraverso un più ampio utilizzo di strumenti di diritto privato nella regolazione delle forme di assistenza e vulnerabilità.
Muovendo proprio dal tema della vulnerabilità, la Professoressa Vardi ha approfondito le criticità legate all’accesso e alla fruizione dei servizi finanziari e digitali da parte delle persone anziane, sottolineando come la crescente digitalizzazione dei servizi possa determinare nuove forme di esclusione e fragilità. Ne è emersa la necessità di un rafforzamento degli strumenti di inclusione e di tutela, in grado di garantire un’effettiva parità di accesso.
Da ultimo, muovendo dagli spunti emersi nel dibattito, la Dott.ssa Chiara Bertoldi ha affrontato il tema della progressiva ibridazione tra modelli pubblicistici e strumenti di regolazione privata nell’ambito dell’assistenza, che oggi si configura sempre meno come funzione esclusivamente statale e sempre più come sistema articolato di interventi differenziati in base ai bisogni e ai livelli di fragilità. In questa prospettiva, la relatrice ha proposto una riflessione sul ruolo della famiglia quale luogo primario di protezione della persona vulnerabile, alla luce del principio di solidarietà che connota i rapporti intergenerazionali.
A cura di Chiara Bertoldi
