Riferimento bibliografico
Wu G, Chen Y, Chen C, Liu J, Wu Q, Zhang Y, Chen R, Xiao J, Su Y, Shi H, Yu C, Wang M, Ouyang Y, Jiang A, Chen Z, Ye X, Shen C, Reheman A, Li X, Liu M, Shen J. Role and mechanisms of exercise therapy in enhancing drug treatment for glioma: a review. Front Immunol. 2025 Apr 30;16:1576283. doi: 10.3389/fimmu.2025.1576283. PMID: 40370453; PMCID: PMC12075166.
Il contesto e il punto di partenza
I gliomi, in particolare i glioblastomi, sono tra i tumori cerebrali più comuni e aggressivi. I glioblastomi rappresentano circa il 48% delle neoplasie cerebrali dell’adulto. Il trattamento standard si basa principalmente sulla radioterapia e sulla chemioterapia.
È un tumore altamente recidivante e la prognosi a lungo termine a oggi non riporta dati favorevoli, motivo per cui risulta necessario esplorare nuovi approcci terapeutici che permettano di aumentare l’aspettativa e la qualità della vita. Per questi pazienti, la qualità della vita correlata alla salute è diventata una misura critica per valutare l’efficacia dei trattamenti.
Oggi la letteratura scientifica conferma come l’esercizio fisico possa migliorare significativamente le funzioni fisiche, sociali, psicologiche, cognitive e la gestione di ansia, sintomi depressivi e affaticamento sia negli individui sani sia in patologie croniche. Negli ultimi anni l’esercizio fisico è emerso anche come potenziale terapia di supporto in oncologia: oltre ai benefici funzionali e di qualità di vita, dati preclinici suggeriscono che l’attività fisica possa modificare il microambiente tumorale e potenziare l’efficacia dei farmaci antitumorali.
Per questo motivo sempre più interesse ruota attorno al ruolo dell’esercizio fisico durante o dopo il trattamento, come potenziale modulatore della risposta immunitaria anche nei gliomi e glioblastomi.
Le caratteristiche dello studio
Una recente revisione narrativa pubblicata da Wu et al. su Frontiers in immunology cerca di riassumere quali sono i potenziali meccanismi dell’esercizio fisico nel trattamento del glioma. La review ha l’obiettivo di analizzare in modo sistematico e integrato come l’esercizio fisico possa potenziare l’efficacia dei trattamenti farmacologici contro il glioma, con particolare attenzione ai meccanismi biologici che ne spiegano l’azione sinergica.
In particolar modo lo studio si focalizza sui meccanismi dell’esercizio fisico, tra cui il miglioramento della sorveglianza immunitaria e della risposta antiinfiammatoria.
I risultati ottenuti
La review sintetizza tre principali effetti dell’esercizio-terapia:
Effetti sistemici antitumorali mediati dall’esercizio
Tra gli effetti sistemici vengono principalmente sottolineati nei modelli animali modulazioni del sistema immunitario; l’esercizio fisico sembra essere positivamente correlato con l’aumento dell’attività delle cellule antitumorali e migliora la sorveglianza immunitaria, riducendo segnali immunosoppressivi all’interno del microambiente tumorale. Parallelamente viene attribuito all’esercizio un ruolo ”anti-infiammatorio”. L’esercizio fisico è ampiamente considerato un efficace agente antinfiammatorio, in grado di modulare il sistema immunitario attraverso diversi meccanismi e di ridurre il rilascio di fattori pro-infiammatori, inibendo così la crescita tumorale e le metastasi. L’esercizio fisico non solo agisce sull’infiammazione locale, ma regola anche l’infiammazione sistemica, migliorando lo stato immunitario generale. Studi epidemiologici hanno dimostrato che gli individui che praticano esercizio fisico regolarmente presentano generalmente livelli più bassi di infiammazione cronica. L’esercizio, riducendo le citochine pro-infiammatorie sistemiche e locali, può modulare le vie intracellulari implicate nell’infiammazione contribuendo potenzialmente a creare un ambiente meno favorevole alla crescita del tumore. Infine oltre a migliorare direttamente il microambiente tumorale e a ridurre l’infiammazione, l’esercizio fisico ha effetti sinergici con i trattamenti antitumorali tradizionali, come la chemioterapia e la radioterapia. La ricerca indica che l’esercizio fisico moderato migliora l’efficacia dei farmaci chemioterapici riducendo gli effetti collaterali. Gli studi inclusi suggeriscono che l’esercizio fisico può agire in sinergia con la chemioterapia e l’immunoterapia, migliorando i risultati del trattamento e riducendo al contempo gli effetti collaterali correlati ai farmaci. Sebbene l’applicazione della terapia fisica nei pazienti con glioma sia ancora in fase esplorativa, le evidenze esistenti ne indicano il significativo valore clinico come approccio aggiuntivo.
Effetti di rimodellamento del microambiente tumorale mediante l’esercizio fisico
L’esercizio fisico contribuisce a rimodellare il microambiente del glioma rendendolo meno favorevole alla crescita tumorale e più sensibile ai trattamenti: studi preclinici hanno evidenziato che aumenta l’attività e la presenza di cellule immunitarie antitumorali, riduce i segnali infiammatori e immunosoppressivi, migliora la qualità dei vasi sanguigni e la perfusione del tumore, attenua l’ipossia e modula la barriera emato-encefalica facilitando l’ingresso dei farmaci nel tessuto cerebrale. Nel complesso, questi effetti sinergici trasformano un microambiente “protettivo” per il tumore in uno più reattivo alle terapie, contribuendo ad amplificarne l’efficacia.
Effetti molecolari indotti dall’esercizio
L’esercizio fisico aumenta la produzione di irisina, una molecola prodotta dai muscoli durante l’attività fisica, che ha suscitato grande attenzione per il suo potenziale antitumorale . Esperimenti in vitro e sui topi hanno mostrato che questa proteina blocca il ciclo cellulare delle cellule tumorali, favorisce la loro morte programmata (apoptosi), riduce la diffusione e le metastasi, e migliora l’ambiente del tumore rendendolo più sensibile ai farmaci. Può anche aiutare i farmaci a raggiungere meglio i tumori, facilitando il passaggio attraverso la barriera emato-encefalica. Pur promettente, l’irisina necessita comunque di ulteriori studi clinici per confermare il suo potenziale terapeutico.
Limiti dello studio
Questa revisione narrativa prende in esame studi che si trovano ad oggi in fase pre-clinica, spesso su modelli animali, mentre contiene ancora pochi dati sui pazienti. Risulta inoltre ancora poco chiaro a quale tipo specifico di esercizio fisico faccia riferimento, in quanto la maggior parte dei protocolli di esercizio non sono standardizzati e non è chiara l’intensità, il tipo e la durata dell’allenamento. Infine, ma non ultimo per importanza, i pazienti con tumori cerebrali sono fragili e sperimentano grande fatigue, per cui non sempre l’esercizio fisico intenso è facilmente somministrabile, motivo per cui la proposta necessita di una personalizzazione e adattabilità molto elevata.
Conclusioni e prospettive future
L’esercizio fisico rappresenta un potenziale terapeutico significativo come trattamento aggiuntivo nei pazienti con glioma, grazie agli effetti benefici finora descritti. Sarà fondamentale integrarlo nei protocolli oncologici come “co-terapia” standard e sviluppare programmi di allenamento personalizzati attraverso una stretta collaborazione multidisciplinare tra oncologi, neurologi, fisioterapisti, specialisti della riabilitazione e della fisiologia dell’esercizio. Queste figure dovranno lavorare insieme per garantire un’applicazione sicura ed efficace dell’attività fisica nei pazienti affetti da glioma. Sebbene la ricerca clinica sia ancora nelle sue fasi iniziali, le evidenze disponibili indicano che l’esercizio potrebbe diventare in futuro una componente integrante del trattamento del glioma.
A cura di Alice Masini
