Riferimento bibliografico

Hernandez MH, Fornara E, Lassale C, et al. Adherence to a Mediterranean diet and leisure-time physical activity are associated with reduced initiation of antidepressant, anxiolytic, antipsychotic and antiseizure drug use in older adults: a cohort study. Age and Ageing. 2025;54(4):afaf088. doi:10.1093/ageing/afaf088

In sintesi

Negli anziani, una buona aderenza alla dieta mediterranea associata a un’attività fisica regolare è correlata a una minore probabilità di iniziare terapie con psicofarmaci. Lo studio suggerisce che interventi sullo stile di vita, anche graduali, possano rappresentare una strategia preventiva concreta e sostenibile nella pratica della medicina generale.

Il contesto e il punto di partenza

Depressione e ansia rappresentano un problema rilevante nella popolazione anziana e sono tra le principali cause di prescrizione di antidepressivi e ansiolitici. Una recente revisione sistematica e meta-analisi (Li et al., BMC Geriatrics, 2024) stima che circa il 19% degli anziani presenti sintomi depressivi e fino al 28% sintomi di ansia. Accanto al beneficio clinico, l’uso prolungato di psicofarmaci negli anziani solleva criticità legate al possibile presentarsi di effetti collaterali, interazioni farmacologiche e perdita di autonomia. Rimane quindi aperta la questione di quali strategie preventive non farmacologiche possano ridurre il ricorso a questi trattamenti.

Le caratteristiche dello studio

Lo studio di Hernandez et al. è uno studio di coorte prospettico condotto all’interno del progetto PREDIMED (PREvención con DIeta MEDiterránea), un ampio studio multicentrico spagnolo nato per valutare gli effetti della dieta mediterranea sulla prevenzione delle malattie croniche nella popolazione ad alto rischio cardiovascolare. Sono stati analizzati i dati di oltre 6.800 soggetti, con età media di circa 67 anni, seguiti per un periodo medio di 4,5 anni; circa il 58% dei partecipanti era di sesso femminile. La popolazione studiata non rappresentava la popolazione anziana generale, ma soggetti con diabete di tipo 2 o con almeno tre fattori di rischio cardiovascolare. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata mediante un questionario validato a 14 item, mentre il livello di attività fisica nel tempo libero è stato stimato attraverso il Questionario Minnesota.

I risultati ottenuti

I risultati mostrano una relazione dose-risposta tra stile di vita e avvio di psicofarmaci: ogni punto in più nel punteggio di aderenza alla dieta mediterranea è associato a una riduzione fino al 28% del rischio di iniziare una terapia con farmaci per la salute mentale. Nei soggetti che combinavano una elevata aderenza alla dieta a un’attività fisica regolare, la riduzione del rischio arrivava fino al 59%. Lo studio suggerisce che dieta e movimento possano agire come fattori protettivi cumulativi, probabilmente attraverso la riduzione dell’infiammazione sistemica e il miglioramento dei meccanismi di plasticità neuronale.

Limiti dello studio

Lo studio è di tipo osservazionale e non consente di stabilire un rapporto di causalità. La popolazione analizzata è costituita da soggetti ad alto rischio cardiovascolare, con una conseguente limitazione della trasferibilità dei risultati alla popolazione anziana generale. Inoltre, dieta e attività fisica sono state valutate tramite questionari, con possibili errori di misurazione. I risultati vanno quindi interpretati come associazioni e condivisi con il paziente come opportunità preventive, non come prescrizioni rigide.

Quali le novità / quali le prospettive

Lo studio fornisce un messaggio rilevante per la medicina generale: anche interventi graduali sullo stile di vita possono ridurre il  rischio di iniziare una terapia con psicofarmaci negli anziani. Integrare dieta mediterranea e attività fisica nel counselling clinico può favorire strategie di prevenzione condivise, orientate non solo alla cura, ma al mantenimento dell’autonomia e della qualità di vita.

A cura di
Vana Pescatore e Alice Masini


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