Riferimento bibliografico
Liu J, Kim JH. The effects of nordic walking on the cardiovascular risk factors in older adults: A systematic review and meta-analysis. ArchGerontolGeriatr. 2025 Feb;129:105663. doi: 10.1016/j.archger.2024.105663. Epub 2024 Oct 18. PMID: 39476525.
In sintesi
Numerosi studi indicano una significativa correlazione tra invecchiamento della popolazione, scarsa attività fisica e insorgenza di malattie cardiovascolari. Nonostante queste evidenze, le tendenze globali rivelano un aumento degli stili di vita sedentari e una generale diminuzione dell’attività fisica: nel 2020 circa 19 milioni di decessi sono stati attribuiti a malattie cardiovascolari a livello globale, con un aumento del 18,7% rispetto al 2010. Per questo motivo è importante sostenere tipi di attività fisica che possano coinvolgere le persone adulte e anziane.
Il contesto e il punto di partenza
Con l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento degli stili di vita è probabile che i tassi di morbilità e mortalità aumentino ulteriormente, pertanto è fondamentale studiare l’impatto dell’attività fisica sui fattori di rischio cardiovascolare al fine di individuare e applicare interventi di natura preventiva. Tra i programmi di prevenzione basati sull’esercizio fisico vi è la disciplina del Nordic walking, una particolare modalità di camminata ispirata allo sci da fondo, che prevede l’uso di bastoncini specifici utilizzati per coinvolgere il tronco e gli arti superiori, riducendo la pressione sull’articolazione del ginocchio di circa il 30% e attivando l’80-90% dei muscoli corporei, in modo da facilitarne uno sviluppo equilibrato; inoltre, per gli anziani affetti da problematiche articolari, consente un esercizio efficace, riducendo al contempo il dolore. Il Nordic walking può aumentare la frequenza cardiaca e la funzione cardiorespiratoria, migliorando così la salute cardiovascolare; inoltre è un’attività applicabile anche per i pazienti con disturbi dell’equilibrio, grazie all’impiego di bastoncini da trekking, appositamente progettati, che migliorano la stabilità durante la camminata, riducendo così il rischio di cadute.
Le caratteristiche dello studio
La revisione sistematica ha incluso 22 studi pubblicati fino al 2023, riguardanti soggetti di età maggiore di 55 anni, senza limitazioni di genere, in grado di comprendere e seguire le indicazioni del terapeuta. L’intervento studiato è la pratica del Nordic walking. In merito all’outcome è stato considerato almeno uno dei seguenti esiti: indice di massa corporea, peso corporeo, circonferenza della vita, percentuale di grasso corporeo, pressione arteriosa sistolica, pressione arteriosa diastolica, consumo massimo di ossigeno, colesterolo totale, trigliceridi, lipoproteine a bassa densità, lipoproteine ad alta densità, emoglobina glicata.
Sono stati inclusi unicamente studi clinici randomizzati controllati.
I risultati ottenuti
Il Nordic walking migliora significativamente l’indice di massa corporea, il peso, la circonferenza della vita e la percentuale di grasso corporeo negli anziani, contribuendo a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari; inoltre migliora significativamente la pressione arteriosa sistolica e il consumo massimo di ossigeno. Attraverso un’analisi per sottogruppi in base all’età, questa revisione ha mostrato che il Nordic walking è particolarmente efficace nella regolazione della pressione arteriosa diastolica negli individui di età pari o superiore ai 65 anni, con variazioni statisticamente significative dei valori pressori dopo dodici settimane di attività.
Infine la revisione mostra che il Nordic walking migliora significativamente i livelli di colesterolo totale, trigliceridi e lipoproteine a bassa densità negli anziani, ma non ha effetti significativi su lipoproteine ad alta densità e livelli di emoglobina glicata.
Limiti dello studio
Il lavoro presenta alcuni limiti in relazione alla popolazione coinvolta negli studi, per differenze demografiche quali età, genere, etnia e status socioeconomico.
Diverse modalità di implementazione dell’intervento nei vari studi potrebbero aver portato a una eterogeneità nei risultati, influenzando potenzialmente la valutazione complessiva dell’efficacia dell’intervento.
Quali le novità
Questo studio è il primo a valutare gli effetti del Nordic walking sui fattori di rischio cardiovascolare negli anziani attraverso una revisione sistematica e una meta-analisi. Il Nordic walking è efficace nel ridurre i principali fattori di rischio cardiovascolare negli anziani, in modo particolare nella regolazione della pressione arteriosa diastolica nei soggetti con età superiore a 65 anni, soprattutto se esercitato per un periodo di tempo di almeno dodici settimane.
Quali le prospettive
Gli operatori sanitari potrebbero proporre il Nordic walking ad integrazione dei programmi di attività fisica nella popolazione anziana, come intervento non farmacologico per abbassare e meglio regolare la pressione arteriosa.
Lo sviluppo di corsi di formazione potrebbe essere utile ai professionisti per apprendere le modalità di applicazione del Nordic walking, creare piani di allenamento personalizzati e monitorare la salute dei pazienti garantendo efficacia e sicurezza nella gestione di questa particolare attività.
A cura di Berta Alessandra
Revisore: Doriana Montani
