Riferimento bibliografico

Kor PPK, Liu JYW, Wong AKC, Tsang APL, Tan HZ, Cheung DSK, Leung HKW, Wong FKY. Effectiveness of a Dyadic Technology-Enhanced Home-Based Horticultural Therapy on Psychosocial Well-Being Among People With Dementia and Their Family Caregivers: Multimethods Pilot Study. JMIR Aging. 2025 Feb 5;8:e66017. doi: 10.2196/66017. PMID: 39908077; PMCID: PMC11840375.

 

In sintesi

L’ortoterapia (Horticultural Therapy – HT), o orticoltura terapeutica, terapia occupazionale che consiste in attività di orticoltura e giardinaggio, è ritenuta un intervento efficace per il miglioramento del benessere psicosociale delle persone con demenza; tuttavia, diversi fattori contingenti possono ostacolare l’utilizzo di questa pratica. Uno studio-pilota pubblicato su JMIR-Aging ha valutato la fattibilità e gli effetti preliminari dell’ortoterapia domiciliare praticata con un sistema di coltura idroponica collegato a una app su persone con demenza e loro caregivers.

 

Il contesto e il punto di partenza

Nel contesto globale di invecchiamento della popolazione, la demenza rappresenta un’importante questione per la salute pubblica, tant’è che l’OMS stima in 55 milioni il numero di persone con demenza nel mondo, destinato a raggiungere i 78 milioni entro il 2030.

La demenza spesso porta con sé sintomi comportamentali e psicologici (Behavioral and Psychological Symptoms of Dementia BPSD) che impattano sulle attività della vita quotidiana (Activities of Daily Living ADL) e sulle fatiche e stress dei caregivers.

L’ortoterapia è ritenuta un intervento efficace per il miglioramento del benessere psicosociale delle persone con demenza e dei loro caregivers, tuttavia, specialmente nelle aree densamente popolate potrebbero non essere disponibili spazi sufficienti per le attività di orticoltura domiciliare, mentre in alcune aree le condizioni climatiche potrebbero rendere difficoltoso lo sviluppo di attività di orticoltura all’aperto. Inoltre, per i caregivers, già molto occupati con l’accudimento, le attività di orticoltura che richiedono dispendio di energie e tempo potrebbero risultare un ulteriore onere a loro carico.

 

Le caratteristiche dello studio

In questo studio l’ortoterapia è potenziata dalla tecnologia, attraverso l’utilizzo di un semenzaio smart dotato di sensori, illuminazione LED e irrigazione automatica, collegato ad un’app digitale che permette ai partecipanti di monitorare le condizioni della coltura e pianificare gli interventi da eseguire.

Lo studio pilota pubblicato su JMIR Aging prevede un approccio multi-metodo che comprende uno studio pre-post su singolo gruppo per le valutazioni quantitative, ed uno studio qualitativo per esplorare i vissuti dei partecipanti attraverso interviste focus-group semi strutturate. Sono state arruolate 37 diadi di persona con demenza/caregiver che hanno ricevuto tre interventi formativi in presenza nelle prime tre settimane e sono stati seguiti per le successive otto settimane. Persone con demenza e caregiver hanno partecipato fianco a fianco al processo di coltivazione, i caregivers hanno assunto un ruolo più decisionale e di responsabilità mentre le persone con demenza hanno seguito le indicazioni dei caregivers.

 

I risultati ottenuti

Dal punto di vista degli esiti psicologici, i risultati sono stati incoraggianti: le persone con demenza hanno mostrato un significativo aumento del livello di felicità dopo le 11 settimane di intervento. Anche se i miglioramenti relativi alla funzione cognitiva e ai sintomi comportamentali (BPSD) non hanno raggiunto la significatività statistica, si è osservata comunque una tendenza positiva, che suggerisce un possibile effetto benefico meritevole di ulteriori approfondimenti in studi futuri.

Relativamente ai caregiver, l’effetto più evidente riguarda lo stress legato al carico assistenziale, che appare sensibilmente ridotto dopo l’intervento. Altri indicatori, come lo stress percepito, i sintomi depressivi e la felicità, hanno mostrato un miglioramento, anche se non statisticamente significativo in questo campione limitato.

L’approccio qualitativo ha offerto uno sguardo più profondo sulle esperienze vissute dai caregiver. Molti hanno descritto le attività orticolturali come un’occasione per ritrovare serenità, motivazione e piacere quotidiano. L’interazione con il proprio caro durante la cura delle piante è stata percepita come un momento di connessione affettiva, con effetti positivi sulla qualità della relazione. L’attività ha favorito inoltre la socializzazione dei caregiver e stimolato ricordi nei pazienti con demenza.

 

Limiti dello studio

I limiti dello studio derivano dalla sua natura stessa di studio pilota: l’assenza di un gruppo di controllo rende difficile attribuire con certezza i miglioramenti osservati all’intervento stesso, poiché non è possibile escludere l’influenza di fattori esterni. Per questo motivo, saranno fondamentali futuri studi con disegno randomizzato e
controllato (RCT) per validare l’efficacia dell’intervento in modo più robusto. Un altro aspetto da considerare riguarda il numero limitato di sessioni formative in presenza (tre), che potrebbe non essere stato sufficiente per garantire a tutti i partecipanti una piena padronanza nell’utilizzo del dispositivo idroponico e nella gestione autonoma delle attività.

 

Quali le novità?

Questo studio propone un approccio innovativo alla terapia orticolturale, tramite un dispositivo idroponico smart utilizzabile direttamente a domicilio, superando limiti ambientali e logistici delle terapie tradizionali (come spazio, clima, tempo e mancanza di esperienza). Focus dell’intervento è la diade persona con demenza/caregiver che viene coinvolta attivamente ed in sinergia, valorizzando l’interazione e la relazione affettiva.

 

Quali le prospettive?

Sono auspicabili studi più ampi e controllati per validare l’efficacia dell’intervento. È importante semplificare l’uso della tecnologia e offrire un supporto tecnico più strutturato, così da renderlo accessibile anche a chi possiede scarse competenze digitali. Potrebbe essere utile estendere la durata dell’intervento adattandolo a diversi livelli di autonomia e bisogno. Infine, l’approccio diadico potrebbe essere applicato anche ad altre condizioni croniche, promuovendo il benessere congiunto di paziente e caregiver.

 

In conclusione

Lo studio dimostra la fattibilità e i potenziali benefici della terapia orticolturale domiciliare assistita dalla tecnologia. Questo intervento migliora la relazione diadica e stimola positivamente la memoria, la felicità e la riduzione dello stress. Studi futuri su larga scala (RCT) sono raccomandati per confermarne l’efficacia.

 

A cura di Cordio GiuseppeGorla Christian

Rivista da Gaetano Auletta


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