Con Baumgartner, pubblicato nel 2023 e ultimo romanzo prima della sua morte nel 2024, Paul Auster racconta una storia di solitudine e memoria che a tratti suona come una confessione personale. Infatti, Auster aveva 76 anni quando scrisse questo libro, e la vicinanza anagrafica con il protagonista settantenne si sente: a volte sembra che l’autore stia parlando in prima persona, che stia esplorando le proprie paure e riflessioni sull’invecchiamento attraverso la storia di Seymour Baumgartner, un professore di filosofia in pensione di settant’anni che vive ancora il dolore per la morte della moglie Anna, avvenuta una decina di anni prima.

Auster descrive un uomo che fatica a superare il lutto, bloccato in una routine fatta di gesti che si ripetono e ricordi che tornano continuamente. Baumgartner vive in una casa dove ogni oggetto gli ricorda Anna. L’esperienza del lutto viene descritta non solo come la perdita della persona cara, ma come la perdita di una parte di sé, la struttura su cui si basa la propria esistenza. Baumgartner e Anna erano legati da un amore profondo, fatto di complicità intellettuale e intimità fisica, costruito nel corso di decenni di vita condivisa. La perdita della moglie viene paragonata a un’amputazione: una perdita fisica, non soltanto emotiva. Come nella sindrome dell’arto fantasma, la parte mancante continua a farsi sentire.

Pensa alle madri e ai padri che piangono i figli morti, ai figli che piangono i genitori morti, alle donne che piangono i mariti morti, agli uomini che piangono le mogli morte e alla loro sofferenza che somiglia da vicino ai postumi di un’amputazione, perché la gamba o il braccio che non c’è più un tempo era attaccato a un corpo vivo, e la persona che non c’è più un tempo era attaccata a un’altra persona viva. A volte certi rimedi possono alleviare i sintomi, ma la cura definitiva non esiste“.

La sessualità dopo i settant’anni

Dopo la morte di Anna, Baumgartner deve fare i conti con un corpo che prova ancora desiderio, ma che non ha più qualcuno verso cui indirizzarlo. In un gesto che rivela la sua incapacità di accettare la morte della moglie, continua a scrivere e a spedire lettere erotiche ad Anna, come se lei potesse ancora riceverle, come se la loro intimità non si fosse mai interrotta.

Raramente la letteratura affronta con tale franchezza la persistenza del desiderio sessuale dopo i settant’anni, soprattutto nel contesto del lutto. Baumgartner ci ricorda che l’invecchiamento non cancella la dimensione erotica dell’esistenza. Il corpo invecchia ma non smette di desiderare, di cercare contatto e intimità. La relazione con una donna più giovane, che potrebbe rappresentare una possibilità di cambiamento, viene raccontata con delicatezza, evitando sia il sentimentalismo sia l’enfasi. Colpisce il modo in cui il protagonista oscilla tra il bisogno di compagnia e il senso di colpa nei confronti del ricordo di Anna, una tensione che molte persone vedove conoscono bene.

La paura del declino in Baumgartner

L’invecchiamento, per Baumgartner, è anche paura del declino e delle piccole umiliazioni quotidiane. Proprio all’inizio del romanzo, mentre accompagna un tecnico della compagnia elettrica nel seminterrato, Baumgartner precipita dalle scale facendosi male a una gamba. L’episodio viene vissuto con profonda frustrazione, quella tipica di chi invecchia e scopre che il proprio corpo non risponde più come una volta. Auster racconta la scena con ironia, ma senza sminuire l’umiliazione che Baumgartner prova nel trovarsi improvvisamente fragile. Eppure da questo momento di vulnerabilità nasce qualcosa di inaspettato: il tecnico si mostra premuroso, si assicura che Baumgartner stia bene, e da questo incontro sboccia un’amicizia duratura.

Oltre alla fragilità fisica, Baumgartner è preoccupato dalle distrazioni e dalle dimenticanze. Il suo timore quotidiano è lasciare la cerniera dei pantaloni aperta, che lui considera il “primo segno della demenza senile”.

Questa ossessione per i piccoli segnali di declino cognitivo riflette un’ansia diffusa: quando una dimenticanza è normale e quando è sintomo di qualcosa di più grave? Auster cattura l’iper-vigilanza con cui molti anziani monitorano le proprie capacità mentali, il terrore che ogni piccola svista possa essere l’inizio di una discesa inarrestabile. La paura della demenza diventa una presenza che accompagna ogni gesto quotidiano.

La narrazione frammentaria adottata da Paul Auster ci fa immergere nella mente dell’anziano Baumgartner: il pensiero procede per scarti, ritorni improvvisi e sovrapposizioni temporali. Passato e presente si mescolano come accade nella memoria di chi invecchia, dove i ricordi non seguono un ordine cronologico ma emergono per associazione.

Uno sguardo sull’invecchiamento

Pur parlando di vecchiaia, solitudine e perdita, Baumgartner non è un libro triste nel senso convenzionale. Certo, ci sono il dolore e la nostalgia, ma in Seymour sopravvive una forte voglia di vivere e di amare ancora. Infatti, Baumgartner ci mostra che a settant’anni si può ancora desiderare e avere progetti, ma con la consapevolezza e la profondità che l’età porta con sé.

Per chi vive o accompagna l’esperienza dell’invecchiamento, Baumgartner offre uno sguardo intimo e a tratti ironico su come si attraversa questa fase della vita: con paura e nostalgia certamente, ma anche con desiderio e speranza.

Scheda libro

AUTORE: Paul Auster
TITOLO: Baumgartner
TRADUZIONE: Cristiana Mennella                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 EDITORE: Einaudi                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   PAGINE: 160



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