Riferimento bibliografico 

Benassi F., Tomassini C., Di Felice G. (2025). Spatial Heterogeneities or Inequalities? Health Care  Supply and Demand of the Older Population in Italy. Applied Spatial Analysis and Policy, 18:44.  https://doi.org/10.1007/s12061-025-09647-5

In sintesi 

Uno studio italiano ha valutato l’accessibilità dei servizi sanitari per la popolazione anziana (65+) in tre regioni rappresentative: Lombardia, Toscana e Molise. I risultati mostrano profonde disuguaglianze territoriali: in Molise, quasi un quinto degli anziani residenti in aree rurali non ha accesso a strutture sanitarie entro 30 minuti di viaggio da casa. L’approccio utilizzato (E2SFCA) offre uno strumento utile per valutare e pianificare l’equità dei servizi sanitari regionali.

Il contesto e il punto di partenza 

In Italia, la popolazione anziana rappresenta il 24% del totale e la sua crescita è particolarmente rilevante in contesti rurali. Il Servizio Sanitario Nazionale, organizzato su base regionale, mostra forti squilibri tra Nord e Sud, con il Sud penalizzato in termini di finanziamenti, dotazioni strutturali e standard dei servizi. Il fenomeno della “migrazione sanitaria” è un indicatore di queste disuguaglianze.

Le caratteristiche dello studio 

Lo studio confronta l’accessibilità sanitaria per le persone anziane in tre regioni:

  • Lombardia (nord, contesto urbano, alta densità di strutture);
  •  Toscana (centro, policentrica);
  •  Molise (sud, rurale, con una delle popolazioni più anziane d’Italia). 

Viene utilizzato un modello geografico avanzato (Enhanced Two-Step Floating Catchment Area – E2SFCA), che considera i tempi di viaggio reali e la disponibilità di posti letto per valutare la copertura sanitaria entro 30 minuti dal domicilio.

I risultati ottenuti 

  • In Lombardia e Toscana oltre il 60% dei comuni ha buona accessibilità ai servizi sanitari.
  • In Molise, il 19.5% degli anziani residenti in aree rurali vive in comuni senza alcuna struttura raggiungibile in 30 minuti. 
  • Le aree interne del Molise mostrano una polarizzazione netta: accessibilità elevata sulla costa e intorno ai capoluoghi; scarsissima nelle aree montane.
  •  Il divario si riflette in un indicatore sensibile come la speranza di vita, più bassa in Molise rispetto alla media nazionale.

Limiti dello studio 

  • Il modello considera solo i posti letto ospedalieri, escludendo altri servizi territoriali (per esempio medicina generale, ADI, RSA). 
  • La soglia di 30 minuti dal domicilio è arbitraria, sebbene coerente con la letteratura. 
  • Non sono considerate differenze qualitative tra strutture (per esempio prestazioni offerte, esiti clinici).

Quale la novità 

L’approccio E2SFCA, interamente basato su dati open e replicabile, fornisce un metodo oggettivo per mappare la disuguaglianza nell’accesso sanitario, evidenziando territori “orfani” di assistenza, spesso invisibili nelle statistiche ufficiali. 

Quali le prospettive 

Strumenti come questo possono guidare politiche mirate per il riequilibrio dell’offerta sanitaria. Iniziative del PNRR (per esempio Case di Comunità) possono ridurre il divario, ma necessitano di integrazione con dati territoriali aggiornati e risulta fondamentale coinvolgere i professionisti sanitari locali nella progettazione delle reti assistenziali.

Questo studio conferma che l’accesso ai servizi sanitari non è solo una questione di salute, ma anche di giustizia territoriale e coesione sociale. Per i professionisti sanitari operanti nelle aree interne, conoscere queste dinamiche è cruciale per orientare la pratica clinica, collaborare nella  programmazione locale e condividere con i pazienti un discorso informato sulle possibilità di cura nel proprio territorio.

 

A cura di Iside Macario





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