Riferimento bibliografico
Nasiri, M. Shriniy, N. Pashaki “The effect of foot bath on sleep quality in the elderly: a systematic review” BMC Geriatrics 24, article number: 191 (2024)
In sintesi
Con l’invecchiamento generalizzato della popolazione, gli studi scientifici prendono sempre maggiormente in carico i problemi legati a questa area di interesse . Uno di questi è la scarsa qualità del sonno nelle persone anziane. La soluzione più nota è la presa in carico tramite farmacoterapia, ma sono considerati anche altri metodi complementari. Uno di questi è il pediluvio con acqua calda (temperatura superiore o poco inferiore ai 40°C).
Lo studio che abbiamo analizzato è una revisione sistematica condotta con l’obiettivo di indagare gli effetti del pediluvio con acqua calda sul miglioramento della qualità del sonno nell’età avanzata. I risultati indicano che un pediluvio effettuato negli anziani risulta efficace nel migliorare la qualità del sonno: si tratta di un intervento semplice, sicuro ed economico. Può avere una prospettiva di utilizzo sia nelle strutture residenziali con la guida dell’infermiere sia a domicilio in autonomia. Si può dare una prospettiva di sviluppo futuro all’argomento ipotizzando ulteriori studi per valutare la possibile variazione/riduzione in parallelo della terapia farmacologica in relazione alla sua applicazione.
Il contesto e il punto di partenza
La popolazione sta invecchiando rapidamente e questo come è noto crea diversi problemi legati all’aging. Uno di questi riguarda la qualità del sonno, che si classifica come il terzo problema più comune tra le persone anziane. Più di metà della popolazione anziana soffre infatti di disturbi del sonno. La diminuzione della qualità del sonno influenza negativamente la qualità complessiva della vita ed è considerata una delle principali cause di problemi fisici e mentali, tra cui depressione, affaticamento diurno, irritabilità, problemi cardiovascolari e digestivi. Inoltre la diminuzione del sonno può aumentare il rischio di incidenti e infortuni. A livello medico per combattere la cattiva qualità del sonno sono messi in atto diversi interventi farmacologici quando ritenuto opportuno.
A livello infermieristico assistenziale possono essere attivati diversi interventi volti a curare l’igiene del sonno, e possono essere sperimentati strumenti non farmacologici per migliorarne la qualità, tra cui il massaggio, l’aromaterapia o anche la terapia termica. Il pediluvio con acqua calda è considerato una forma di terapia termica.
Nel ciclo sonno-veglia esiste una relazione tra il ritmo circadiano della temperatura cutanea e la temperatura corporea centrale. La temperatura corporea centrale si abbassa durante il sonno, mentre è relativamente alta durante il giorno. La diminuzione della temperatura corporea centrale, che concilia il sonno, è associata alla dilatazione dei vasi periferici e alla conduzione del calore dal centro alla periferia del corpo. In questo senso agisce il pediluvio con acqua calda, ed è questo il meccanismo che lo porta a migliorare la qualità del sonno.
Le caratteristiche dello studio
Gli autori hanno scelto di procedere con una revisione sistematica con l’obiettivo di indagare gli effetti dei pediluvi sul miglioramento della qualità del sonno degli anziani esplorando gli studi presenti in letteratura. I database utilizzati sono stati PubMed, Google Scholar, Web of Science, Scopus, Embase e i database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’obiettivo è stato recuperare gli articoli pertinenti dal 2010 al 2023. Sono stati inclusi studi controllati randomizzati e studi semi-sperimentali in lingua inglese condotti con l’obiettivo di indagare l’effetto dei pediluvi sulla qualità del sonno degli anziani.
Sono stati esclusi articoli di revisione, studi in corso, studi con obiettivi differenti, studi privi di testi completi e studi non in lingua inglese. La qualità degli articoli è stata valutata utilizzando la scala di Jadad.
Nella revisione sistematica sono stati identificati 452 articoli. Dopo una selezione degli articoli secondo i criteri di inclusione ed esclusione, sono stati inclusi nella revisione finale 10 articoli, per un totale di 407 pazienti anziani.
Risultati ottenuti
Dalla revisione è emerso che 9 studi su 10 hanno indicato che il pediluvio migliora la qualità del sonno degli anziani. Nella maggior parte degli studi è stata utilizzata acqua con una temperatura superiore a 40°C; in due studi è stata utilizzata una temperatura più moderata. Il momento del pediluvio è stato indicato in modi differenti tra gli studi:
- dieci minuti prima di dormire
- un’ora prima di dormire
- due ore prima di dormire
- due volte al giorno
- la sera, in modo generico.
La durata del pediluvio varia tra i 10 e i 30 minuti, a seconda degli studi.
Nonostante le differenze operative, i risultati della revisione hanno rivelato un generale beneficio dei pediluvi di acqua calda nel migliorare la qualità del sonno degli anziani.
I risultati della ricerca hanno dimostrato che l’uso di acqua a una temperatura di 40 gradi C è associato a una migliore qualità del sonno negli anziani: gli studi che hanno incluso l’uso di acqua con temperatura superiore ai 40°C sono l’80%).
Risultati positivi arrivano anche dagli studi che hanno utilizzato acqua ad una temperatura più moderata (34-40° C) e che hanno avuto comunque un buon impatto sulla qualità del sonno.
Una durata breve del pediluvio sembra invece influire negativamente sui benefici del pediluvio.
Non in tutti gli studi sono state utilizzate delle scale di valutazione per misurare la qualità del sonno, come il questionario PSQI. Negli studi che hanno impiegato uno strumento di valutazione, l’intervento è risultato maggiormente efficace. Gli autori notano che l’unico studio che ha utilizzato oltre al PSQI anche un metodo strumentale (polisonnografia) non ha rilevato miglioramenti nella qualità del sonno legati al pediluvio.
I risultati complessivi di questa revisione indicano che il pediluvio può essere un intervento infermieristico semplice e sicuro per migliorare la qualità del sonno. Inoltre, essendo un intervento non farmacologico e non complesso, l’infermiere può educare il paziente anziano a eseguirlo anche in autonomia. Nel complesso, l’analisi dei risultati di questa revisione indica che un pediluvio di acqua intorno ai 40 °C della durata compresa tra 10 e 30 minuti, effettuato nelle persone anziane da dieci minuti a due ore prima di coricarsi, risulta efficace nel migliorare la qualità del sonno.
Gli autori di questo studio sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per determinare il momento e la durata ottimali degli interventi di pediluvio.
Limiti dello studio
Questa revisione include unicamente 10 studi con caratteristiche operative differenti. Gli studi inclusi hanno metodi di valutazione differenti (questionari/polisonnografia). Per quanto riguarda l’uso dei questionari, questi possono essere influenzati dalla soggettività dei pazienti coinvolti.
Nella revisione non sono specificate eventuali caratteristiche patologiche fisiche e psicologiche dei pazienti e non è stata specificata la concomitanza di altri interventi (per esempio farmacologici) che possono condizionare l’esito finale.
Quale la novità
Nonostante l’assenza di alcuni dati, la revisione suggerisce che il pediluvio sia un intervento che può migliorare il sonno nell’anziano, definibile come un approccio semplice, economico e a basso rischio.
Non abbiamo elementi per definire questa pratica come metodo alternativo o complementare ai farmaci ipnotici, ma in una fase temporanea o iniziale, con elementi clinici chiari (in assenza di controindicazioni) l’infermiere può proporlo il pediluvio come attività favorente il buon riposo notturno.
Inoltre, essendo un intervento non farmacologico e non complesso, l’infermiere può educare il paziente anziano a eseguirlo anche in autonomia.
La pratica del pediluvio può inoltre assumere un più profondo significato di benessere psicofisico, andando anche oltre il risultato atteso sul sonno. La persona crea infatti uno spazio di cura della propria igiene del sonno grazie all’aiuto dell’infermiere.
Quali le prospettive
Le prospettive legate allo studio dell’efficacia del pediluvio come aiuto nel raggiungere una buona qualità del sonno potrebbero includere l’implementazione di questa pratica nell’assistenza con una particolare attenzione per le strutture residenziali tipo RSA.
Potrebbe però essere incluso in un processo di educazione terapeutica da parte dell’infermiere anche a domicilio.
Sarebbe inoltre utile effettuare ulteriori studi prendendo in considerazione la ipotetica variazione /riduzione in parallelo di farmaci ipnoinducenti.
