Il successo della telemedicina e delle teleconsultazioni durante il COVID non deve farci perdere di vista le difficoltà che potrebbero presentarsi per le persone in età avanzata nell’utilizzare queste tecnologie. Ce lo ricorda un editoriale pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine, da Carrie L. Nieman e Esther S. Oh della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora. L’articolo sottolinea che la perdita di udito colpisce circa 2/3 delle persone over-70 e che in una comunicazione che avviene via video il medico deve porsi il dubbio di essere “sentito” prima ancora che compreso.

Alcune strategie possono migliorare la comunicazione digitale e le teleconsultazioni:

  • Consigliare l’utilizzo di cuffie o auricolati ed eventualmente verificare che il paziente indossi il suo apparecchio acustico
  • Utilizzare il video, quando possibile, per consentire la lettura labiale e fornire indizi visivi come i gesti
  • Curare la messa a fuoco dell’inquadratura video sia sul viso, con un’illuminazione uniforme frontale per ridurre al minimo le ombre
  • Utilizzare i sottotitoli quando disponibili
  • Alzare la voce non è una buona soluzione, perché aumenta il rischio di distorsione del suono dovuto al software di cancellazione del rumore. Meglio parlare lentamente e chiaramente.
  • Prestare attenzione agli indizi verbali o non verbali che indicano una possibile incomprensione: risposte inappropriate, annuire insistentemente, cercare con lo sguardo il familiare o il caregiver.

“Se un paziente mostra di non aver capito, consigliano gli autori, ripeti la frase una volta, ma dopo la seconda volta meglio riformularla con altre parole. La tecnica del “teach-back” – chiedere al paziente di ripetere con parole sue quello che ha appena sentito – può essere utile per verificare la comprensione del paziente, ribadire i punti principali e le azioni richieste. A questo si potrebbe abbinare un riassunto o delle istruzioni scritte”.

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