Mettiamo subito le mani avanti: se in gioventù te la sei spassata alla grande, non è detto che oggi tu non possa condurre una vita salutare.
Però – e qui arriva la parte meno simpatica – “mettere la testa a posto” a 40 anni per cancellare gli eccessi della giovinezza, purtroppo, non basta.
Lo dice uno studio pubblicato su Annals of Medicine che ha seguito un gruppo di persone per oltre trent’anni per capire come si accumulano nel tempo gli effetti di fumo, alcol e inattività fisica.
Lo studio
Un gruppo di ricercatrici e ricercatori ha seguito le stesse persone per oltre 30 anni, monitorando la salute fisica e mentale a 27, 36, 42, 50 e 61 anni.
Hanno quindi raccolto informazioni su abitudini e stili di vita come fumo, consumo di alcol e attività fisica per capire come questi comportamenti influenzano il benessere nel tempo.
Perché lo hanno fatto? Perché, come si legge nel paper, le malattie non trasmissibili (come diabete, malattie cardiovascolari, tumori) sono responsabili del 74% dei decessi nel mondo e i comportamenti a rischio sono tra i principali fattori modificabili che le favoriscono.
Il periodo di osservazione è stato eccezionalmente lungo (oltre tre decenni) e ha permesso di confrontare i comportamenti dei partecipanti con il loro stato di salute generale e mentale.
Cosa è emerso
I risultati sono chiari: non conta solo come viviamo oggi, ma anche come abbiamo vissuto finora.
L’accumulo nel tempo di comportamenti a rischio è un indicatore predittivo molto più preciso della salute futura rispetto alla situazione in un singolo momento.
In parole semplici, la somma delle nostre abitudini poco salutari lascia il segno.
I ricercatori hanno visto che questo accumulo ha effetti ben precisi. Chi ha fumato nel corso degli anni tende a mostrare più sintomi depressivi e in generale un minore benessere psicologico. Una vita sedentaria, invece, è legata a una percezione peggiore della propria salute e a un aumento dei rischi metabolici.
Infine, l’alcol è risultato il fattore più dannoso associato a sintomi depressivi, a una salute percepita peggiore e a un incremento dei rischi metabolici.
Cosa ci vuole dire, in soldoni
Gli effetti negativi sul corpo si manifestano sia a 20 che a 60 anni.
La vera novità di questo studio è che, a 36 anni, gli effetti sono già comparabili a quelli osservati a 61. Questo ci suggerisce che le abitudini acquisite da giovani lasciano tracce durature, anche se più avanti decidiamo di cambiare rotta.
Lo scopo dei ricercatori è stato quindi quello di capire quanto conti agire presto per ridurre i comportamenti a rischio e i risultati confermano che prima si interviene, meglio è.
Ma non solo. Ci ricordano anche che il corpo “ricorda” tutto e non cancella facilmente il passato.
Inoltre, una piccola nota scientifica: lo studio è osservazionale, quindi non stabilisce un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, la relazione tra l’accumulo di cattive abitudini e il peggioramento della salute, fisica e mentale, è coerente nel tempo.
Vale anche la pena sottolineare che non sono emerse differenze significative tra uomini e donne. In sostanza, certi comportamenti fanno male a tutti.
La prevenzione
Questo studio ci parla di prevenzione, ma va chiarito un punto: condurre una vita sana da giovani non garantisce l’immunità dalle malattie in età adulta.
Ci sono tanti altri fattori – genetici, ambientali, sociali – che non possiamo controllare.
Il messaggio, però, resta forte. I comportamenti a rischio si accumulano e influenzano nel tempo sia la salute fisica che quella mentale.
Prevenirli, o almeno ridurli, già in giovane età e nella mezza età è la strategia più efficace per alleggerire il peso futuro.
In altre parole, se per trent’anni non hai fumato, bevuto con moderazione e fatto sport, probabilmente starai meglio di un coetaneo che ha alternato periodi “virtuosi” a fasi di eccessi, anche se oggi conducete entrambi una vita salutare.
Quindi sono spacciato?
Ma niente affatto!
Pensa ai comportamenti a rischio come a piccoli sassi nello zaino.
All’inizio non li senti. Ma a 60 anni, dopo decenni di sassi accumulati, ogni passo pesa un po’ di più anche se oggi hai smesso di aggiungerne.
Se però continui a metterli, lo zaino diventa sempre più pesante, fino a rallentarti in tutto.
Questo non significa che “quel che è fatto è fatto”, ma che se parti da uno zaino già pieno, meglio non appesantirlo ulteriormente.
Insomma: cominciare presto è l’ideale, ma non è mai troppo tardi per alleggerirsi un po’.
Bibliografia
Kekäläinen, T., Ahola, J., Reinilä, E., Savikangas, T., Kinnunen, M. L., Pitkänen, T., & Kokko, K. (2025). Cumulative associations between health behaviours, mental well-being, and health over 30 years. Annals of Medicine, 57(1).
Keyword: cambiare stile di vita
metadescrizione: Uno studio rivela quanto le abitudini passate contino. Puoi davvero cambiare stile di vita e rimediare agli eccessi giovanili?
