La malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più comune dopo la malattia di Alzheimer. In Italia sono circa 250.000 all’anno le persone che ne sono affette.  con un’incidenza maggiore negli uomini rispetto alle donne (60% uomini e 40% donne), la prevalenza della malattia di Parkinson è di circa 0,3% nella popolazione generale e di circa 1% in chi ha più di 60 anni. Nel 10-15% dei casi ha un esordio precoce, prima dei 50 anni e, più raramente, prima dei 40 anni.

Le evidenze scientifiche confermano che un’attività fisica regolare, personalizzata e supervisionata è un complemento essenziale alla terapia farmacologica, stimola la neuroplasticità e contribuisce al mantenimento delle capacità funzionali. Integrare l’attività motoria nella routine quotidiana permette al paziente di diventare protagonista attivo della propria salute, migliorando qualità della vita e resilienza in modo sostenibile e sicuro.

Quali sono i reali benefici?

Numerose ricerche dimostrano che l’attività fisica nelle persone con la malattia di Parkinson produce benefici motori, cognitivi e psicologici:

  • Miglioramento della funzione motoria: riduce rigidità e tremori, ottimizza il controllo posturale e la coordinazione.
  • Riduzione del rischio di cadute: grazie a esercizi di equilibrio e agilità, incrementa la stabilità dinamica.
  • Aumento di forza e resistenza muscolare: previene la perdita di massa muscolare e sostiene le attività quotidiane.
  • Benefici cognitivi e psicologici: mediante percorsi motori, giochi di coordinazione e attività complesse stimola memoria, attenzione e problem solving motorio, riducendo ansia e depressione.
  • Neuroprotezione e neuroplasticità: favorisce circuiti neuronali alternativi compensando la perdita di neuroni dopaminergici.
  • Prevenzione e mantenimento della salute: riduce pressione arteriosa, regola glicemia e colesterolo, e favorisce il controllo del peso corporeo.
  • Inclusione sociale e autonomia: migliora la partecipazione sociale e l’autosufficienza, valorizzando le capacità residue.

Quale attività prediligere per chi convive con il Parkinson? 

L’Attività Fisica Adattata (APA, Adapted Physical Activity, AFA in Italia) è un insieme di attività motorie progettate nello specifico per prevenire complicanze e mantenere nel tempo i risultati funzionali raggiunti da persone con patologie croniche e/o disabilità. Si tratta di interventi mirati a conservare e valorizzare le capacità residue di soggetti fragili, attraverso programmi di esercizio adattati alle esigenze individuali. L’AFA nasce infatti dall’esigenza di offrire a persone di ogni età la possibilità di svolgere attività fisica in modo sicuro ed efficace, mediante esercizi personalizzati che tengano conto dell’età, delle condizioni fisiche, del quadro clinico e dei sintomi percepiti.

In ogni sessione di AFA per il Parkinson non possono mancare le seguenti componenti:

Attività aerobica: Si può svolgere fino a 3 volte alla settimana per 20-60 minuti per sessione, con intensità lieve (al di sotto del 40%della frequenza cardiaca massima), moderata (tra il 40 e il 60% della frequenza cardiaca massima)  o vigorosa (al di sopra del 60% della frequenza cardiaca massima), sia in modo continuo che intermittente. Sono adatte e consigliate attività cicliche continue e ritmiche come camminata veloce, corsa, ciclismo, nuoto o aerobica.

Attività di forza: Fino a 2-3 giorni non consecutivi alla settimana, per almeno 30 minuti a sessione. Si consigliano 8-15 ripetizioni per i principali gruppi muscolari, concentrandosi su resistenza, velocità o potenza. È necessario porre attenzione ai principali gruppi muscolari degli arti superiori e inferiori utilizzando macchine per il sollevamento pesi, bande elastiche, pesi leggeri/moderati o il proprio peso corporeo. 

Equilibrio: È consigliato praticare esercizi di equilibrio 2-3 volte a settimana. Questi esercizi dovrebbero includere movimenti in più direzioni, spostamenti del peso corporeo, attività di equilibrio dinamico, ampi movimenti e multitasking, come yoga, tai chi, danza o boxe. È importante considerare i rischi legati a eventuali problemi cognitivi e di equilibrio; per sicurezza, potrebbe essere necessario mantenersi su un supporto stabile durante l’esecuzione degli esercizi e, in alcuni casi, potrebbe essere richiesta una supervisione. Gli esercizi di equilibrio sono fondamentali per il controllo posturale e la riduzione del rischio di caduta. 

Stretching: Gli esercizi di stretching sono fondamentali per contrastare la rigidità muscolare e andrebbero eseguiti quotidianamente, o almeno 2-3 giorni a settimana. Questo tipo di attività include stretching prolungato accompagnato da una respirazione profonda o stretching dinamico prima dell’esercizio. È fondamentale tenere conto delle esigenze specifiche, come adattamenti per una postura flessa, osteoporosi ed eventuale dolore, che potrebbero richiedere modifiche agli esercizi.

Esercizi di problem solving: Combinano attività cognitive e motorie, come percorsi a ostacoli, sequenze motorie e giochi di coordinazione mani-occhi, stimolando memoria, attenzione e pianificazione motoria. Specialmente in questa patologia neurodegenerativa è fondamentale inserire questa tipologia di esercizi per facilitare le attività della vita quotidiana come alzarsi e sedersi dal letto e dalla sedia e replicare sotto forma di gioco/esercizio la maggior parte delle attività della vita quotidiana.

L’attività fisica adattata rappresenta uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti con Malattia di Parkinson. Essa non agisce solo sui sintomi motori, ma stimola anche funzioni cognitive, memoria motoria, coordinazione e capacità di problem solving. L’efficacia dipende dalla personalizzazione degli esercizi, che devono essere modulati in base alla progressione della malattia, ai sintomi, alla condizione fisica e alle eventuali limitazioni. L’esercizio deve essere flessibile: adattando gli esercizi e i materiali alle capacità del paziente si valorizzano le abilità residue e si promuove l’autonomia. La combinazione di attività aerobica, di forza, equilibrio, agilità, stretching e attività cognitive permette di ottenere benefici completi: miglioramento della forza, coordinazione e equilibrio, riduzione di rigidità e tremori, stimolazione delle funzioni cognitive e aumento della partecipazione sociale.

Bibliografia

  • Lucia Marin. Attività motoria adattata – dalla teoria alla pratica. 1° Edizione. Ferriera di Torgiano, Italia: Calzetti & Mariucci Editori, 2021. pp. 121–135.
  • Servizio Sanitario della Toscana. AFA – Attività fisica adattata: Protocollo di esercizi per persone con ridotta competenza funzionale. 2016. pp. 1–84. Disponibile online: https://www.uslsudest.toscana.it/images/Come_fare_per/afa/Protocollo-AFA-per-persone-con-ridotta-competenza-funzionale.pdf (ultimo accesso 28 Agosto 2024).
  • Taviani A., Nucida V., Farenga S., Benvenuti F., Macchi C. AFA nella Malattia di Parkinson. Core.ac.uk, 2012. pp. 73–91. Disponibile online: https://core.ac.uk/reader/301565125 (ultimo accesso 28 Agosto 2024).
  • Zhen K., Zhang S., Tao X., et al. (2022). A systematic review and meta‑analysis on effects of aerobic exercise in people with Parkinson’s disease. npj Parkinson’s Disease, pp. 1–15. doi:10.1038/s41531‑022‑00418‑4
  • Bispo D. P. C. F., Lins C. C. S. A., Hawkes K. L., et al. (2024). The Positive Effects of Physical Activity on Quality of Life in Parkinson’s Disease: A Systematic Review. Geriatrics, pp. 1–15. doi:10.3390/geriatrics9040094

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