Un biomarcatore è un indicatore biologico, come una sequenza di DNA o una proteina, che è correlato con una data malattia o con una risposta a un determinato trattamento.
Per essere valido, un marcatore:

  1. deve poter essere misurato con precisione, in modo affidabile e in tempi rapidi e
  2. deve possedere un alto valore prognostico o predittivo, cioè essere in grado di predire la presenza di una malattia o la sua evoluzione, nel caso si tratti di un marcatore di malattia, o di dare indicazioni sul tipo di farmaco più indicato e sulla risposta, nel caso si tratti di un marcatore di risposta al trattamento.

Oltre ai biomarcatori ormai classici, generalmente misurati attraverso un prelievo di sangue, l’individuazione di nuovi tipi di biomarcatori è al centro dello sviluppo della ricerca biomedica, sia in chiave di medicina preventiva, il cui obiettivo è l’individuazione precoce di fattori di rischio o della presenza di una malattia, sia della medicina personalizzata, che si propone di individuare trattamenti su misura specifici per singoli pazienti.

Biomarcatori per i tumori

In campo oncologico, i biomarcatori sono generalmente molecole implicate nello sviluppo del tumore: possono essere sostanze prodotte direttamente dal tumore – come ormoni, enzimi o altre proteine, che sono più o meno correlate con la crescita numerica delle cellule tumorali, oppure sostanze prodotte dall’organismo in risposta al tumore, come le proteine della fase acuta dell’infiammazione.
I marcatori tumorali che sono entrati nella routine clinica sono quelli rilasciati nel sangue, la cui presenza può essere rilevata attraverso un semplice prelievo.

Biomarcatori per l’invecchiamento

Anche per chi si occupa di invecchiamento è cruciale poter disporre di biomarcatori efficaci ad affidabili per misurare l’efficacia di un trattamento che viene proposto per tempi molti lunghi, anche per tutta la vita. Ma in questo campo – dato che si tratta non di un singolo meccanismo fisiologico ma di un processo sistemico che ne integra parecchi – i risultati sono ancora più difficili da ottenere: a oggi, i biomarcatori in uso danno informazioni più sul procedere dell’invecchiamento che sullo stato di salute, pertanto la ricerca di buoni marcatori per un healthy aging è ancora aperta. Una strada promettente si affida all’Intelligenza Artificiale e alla sua capacità di estrarre pattern e correlazioni analizzando enormi quantità di dati provenienti da diversi insiemi biologici (genomici, trascrittomici, proteomici, di micro RNA, di metilazione, antigenici ecc).

 

Bibliografia

  • https://en.wikipedia.org/wiki/Biomarker_(medicine)
  • http://www.airc5x1000staminali.it/it/biomarcatori:
  • A. Zhavoronkov et al. Artificial intelligence for aging and longevity research: Recent advances and perspectives. Ageing Research Reviews 49 (2019) 49–6651