Attività fisica e infertilità maschile

L’infertilità, intensa come l’insuccesso in una ricerca attiva di gravidanza dopo 12 mesi di tentativi, è un problema globale che colpisce il 15% delle coppie e, in quasi il 50% di questi casi, il problema è legato al sesso maschile.

Nell’uomo, la ricerca scientifica ha dimostrato che lo stile di vita è strettamente correlato alla infertilità maschile idiopatica, soprattutto in caso di sovrappeso, eccessivo stress e attività fisica inadeguata. 

Diversi studi hanno notato una quasi proporzionale modificazione in difetto degli ormoni sessuali (es. Testosterone, LH ed FHS) e un aumento dello stress ossidativo, connessi alla sedentarietà, al sovrappeso e a patologie croniche, ma anche connessi all’eccessiva ed intensa attività fisica nei sani. Al contrario, in una condizione controllata ed equilibrata di allenamento, non solo questo equilibrio ormonale/ossidativo non è compromesso, ma può anche migliorare, influenzando positivamente anche la qualità degli spermatozoi.

Secondo la recente revisione pubblicata su Andrologia, gli effetti negativi dell’eccesso di allenamento si notano perlopiù negli sport di endurance (resistenza), come corsa nuoto o ciclismo. In occasione degli intensi e lunghi allenamenti quasi quotidiani, ben oltre il raccomandato dall’OMS, attiverebbero un sistema infiammatorio a cascata che impedirebbe la corretta funzionalità ormonale e testicolare, anche a causa dello stress ossidativo.

Al contrario, attività fisica con adeguate frequenza, volume ed intensità, soprattutto se associata ad allenamento con sovraccarichi (per la forza), può avere un effetto benefico globale sulla salute riproduttiva, poiché abbasserebbe la risposta infiammatoria, migliorando il metabolismo di zuccheri e grassi e ottimizzando l’uso dell’ossigeno, a beneficio dei gameti maschili, combattendo così anche l’ipogonadismo tipico dell’età matura. 

Esempi indicativi di eccessiva attività fisica intesi come volume (quantità) di allenamento:

  • ciclismo >300 km/sett.
  • corsa da moderata ad alta intensa > 2 ore/dì per 5 giorni alla settimana
  • allenamenti combinati intensi oltre i 4-5 giorni a settimana

Esempi indicativi di adeguata attività fisica per la fertilità:

  • allenamento progressivo con sovraccarichi (sollevamento pesi)
  • attività aerobica come cammino, corsa, ciclismo, nuoto da bassa a moderata intensità 30-60’ per 3-5 volte a settimana

In conclusione, l’attività fisica gioca un duplice ruolo nel sistema riproduttivo maschile, sebbene ci sia necessità di ulteriori studi clinici randomizzati e controllati sull’essere umano per trarre conclusioni definitive. Certamente, però, sembra che lo stato di salute individuale, nonché il volume, l’intensità e la durata degli allenamenti siano co-fattori fondamentali che andrebbero presi in attenta considerazione nel dosaggio dell’esercizio dei propri assistiti con problemi di fertilità, specialmente nel caso di pazienti sportivi, sedentari e con patologie croniche.

A cura di Agatino Sanguedolce e Carmela Rinaldi 

Fonte:

Minas A, Fernandes ACC, Maciel Júnior VL, Adami L, Intasqui P, Bertolla RP. Influence of physical activity on male fertility. Andrologia. 2022 Apr 12:e14433.


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