Famiglie numerose e declino cognitivo dei genitori anziani

Con l’avanzare dell’età, il fisiologico declino cognitivo si manifesta attraverso modifiche di entità variabile della funzione mnesica ed elaborativa, determinate sia dallo stile di vita sia dalla storia personale, come il lavoro, l’educazione, la famiglia e gli interessi personali. La comprensione di questi fattori è importante al fine di identificare i parametri per un invecchiamento di successo.

Recentemente, alcuni studi osservazionali hanno fatto emergere l’importanza dei parametri legati alla famiglia, tra cui il numero di figli. Ad esempio 1 o 2 figli sembrano avere un ruolo protettivo sulle capacità cognitive, mentre sembrano predisporre le giovani madri ad un maggiore BMI ed un aumento di rischio di ipertensione.

Un recente studio della Columbia University, pubblicato sulla rivista Demography,  ha scoperto che averne tre o più figli, rispetto a due, ha un effetto negativo sulle capacità cognitive, in tarda età, per ambo i sessi. Ciò è più evidente nel Nord Europa, rispetto agli stati sud-mediterranei, probabilmente a causa dei minori contatti sociali con i genitori anziani e il largo ricorso a strutture protette. Inoltre non è trascurabile, poiché equivale a 6,2 anni di invecchiamento, rispetto a chi ha solo due figli.

Basandosi su metodi statistici avanzati nel tentativo di decifrare la causalità al di là delle semplici associazioni, i ricercatori hanno analizzato i dati del Survey of Health, Aging and Retirement in Europe (SHARE). Hanno esaminato campioni rappresentativi delle popolazioni over 65 e con almeno 2 figli, in 20 paesi europei e in Israele, inclusa l’Italia.

Nel dettaglio, si è scoperto che una famiglia numerosa agisce sulla salute tramite diversi aspetti psico-sociali, potendo rappresentare, da un lato, un valido sostegno sociale al genitore anziano, dimostrandosi come fattore protettivo per il declino cognitivo. Dall’altro, avere 3 o più figli, spesso, comporta costi economici considerevoli, riducendo il reddito familiare e aumentando la probabilità di scendere al di sotto della soglia di povertà. Occorrono infatti più vestiti, spese per scuola, sport e trasporti, una casa ed un’auto più grandi e probabili privazioni economiche in altri ambiti. Tutto ciò abbassa il tenore di vita, causando preoccupazioni emotive e incertezze finanziarie, che potrebbero contribuire al deterioramento cognitivo.

Inoltre, con 3 o più figli è più probabile una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro con conseguenti minori guadagni. Al contrario, l’attività lavorativa, rispetto al pensionamento o alla disoccupazione, influisce positivamente sul funzionamento cognitivo dei genitori anziani.

Infine, i genitori con più figli possono essere più stressati, dormire meno ore, avere meno tempo per rilassarsi e svagarsi, meno possibilità di curarsi, avere un corretto stile di vita e investire in attività stimolanti dal punto di vista cognitivo.

In conclusione, una famiglia con molti figli ha sia aspetti positivi dovuti  all’interazione sociale col genitore anziano, ma anche negativi, soprattutto legati alle difficoltà economiche e logistiche, a causa del minor tempo da dedicare alla propria salute mentale e fisica.

Gli autori concludono dicendo che non si possono trarre conclusioni definitive su questi aspetti poiché sono in continua interazione e modulazione tra loro.

Certamente, il contesto socio-economico-culturale di appartenenza, la nazione di residenza, eventuali reti di supporto alla famiglia  e indagini/azioni più mirati sullo stile di vita, sono tutti fattori da tenere in considerazione in ulteriori studi e nella realtà quotidianità, con il fine ultimo di un invecchiamento sano e sereno.

 

A cura di Agatino Sanguedolce e Carmela Rinaldi

Fonti

Bonsang E, Skirbekk V. Does Childbearing Affect Cognitive Health in Later Life? Evidence From an Instrumental Variable Approach. Demography. 2022 Apr 26:9930490. doi: 10.1215/00703370-9930490. Epub ahead of print. PMID: 35471229.

 


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