È possibile prevenire o recuperare il decadimento cognitivo attraverso il pensiero positivo? Una ricerca recente dice di sì

Il decadimento cognitivo e la demenza, sono tra le malattie croniche neurodegenerative più temute dalla popolazione anziana, poiché si ritiene che portino inesorabilmente a un peggioramento, senza possibilità di recupero… ma è davvero così?

Nonostante sia diffusa l’opinione che le persone che sviluppano un decadimento cognitivo lieve non si possano riprendere, quasi la metà delle persone anziane con questa condizione riacquista una capacità cognitiva normale, attraverso meccanismi per ora poco noti.

Una interessante e recente ricerca dell’Università di YALE (USA) ha indagato l’andamento del declino cognitivo lieve (MCI, Mild Cognitive Impairment) in una coorte di 1.716 persone con un’età media di 77,8 anni. Ai partecipanti, sono stati somministrati dei test cognitivi (Telephone Interview for Cognitive Status [TICS]) a partire dal 2008 fino al 2020, ottenendo un gran numero di dati comparabili, dai quali in alcuni soggetti si poteva dimostrare un declino nella performance cognitiva. Oltre ai test cognitivi sono stati somministrati questionari che hanno indagato l‘attitudine, positiva o negativa, nei confronti dell’invecchiamento e della senescenza (Attitude toward Aging subscale of the Philadelphia Geriatric Morale Scale).

I risultati dello studio hanno dimostrato che l’avere un atteggiamento positivo nei confronti dell’età avanzata, svolge un ruolo protettivo nei confronti del declino cognitivo statisticamente rilevante e ha la capacità di contribuire al recupero spontaneo dell’MCI del 30% rispetto a quanto avviene nelle persone con un atteggiamento negativo.

In passato altri studi hanno dato analoghi risultati, dimostrando che con ogni probabilità la componente psico-socio-culturale connessa all’età, derivante anche dall’autoefficacia, dall’inclusione sociale, dalla capacità di reazione allo stress e da sani stili di vita è un determinante di salute estremamente rilevante.

Sebbene questo studio non abbia esaminato l’esatto meccanismo d’azione attraverso cui le convinzioni positive sull’età agiscano sul nel recupero cognitivo, gli autori ipotizzano che gli interventi sulle convinzioni legate all’età, a livello individuale e sociale, potrebbero portare grandi giovamenti in termini di prevenzione.

 

A cura di Agatino Sanguedolce e Carmela Rinaldi

 

Bibliografia

Becca R Levy, Martin D Slade. Role of Positive Age Beliefs in Recovery From Mild Cognitive Impairment Among Older Persons JAMA Netw Open. 2023;6(4):e237707.

 


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