Riferimento bibliografico
Rigotti N.A., Benowitz N.L., et al. Cytisinicline for Smoking Cessation. A Randomized Clinical Trial. JAMA 2023;330;(2):152-160. doi:10.1001/jama.2023.10042
In sintesi
La citisina è un alcaloide naturale estratto dalla pianta Cytisus laburnum (maggiociondolo), della famiglia delle Leguminose, che agisce come agonista parziale dei recettori nicotinici α4β2, gli stessi attivati dalla nicotina, riducendo il desiderio di fumare e attenuando i sintomi dell’astinenza (irritabilità, ansia, insonnia, disforia). È efficace, accessibile e oggi raccomandata dalle linee guida WHO 2024 per la cessazione del tabagismo.
Il contesto e il punto di partenza
Smettere di fumare è una delle scelte più importanti per la salute, ma anche una delle più difficili. Il tabacco è un importante fattore di rischio prevenibile per molte malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, ma senza un adeguato supporto solo una piccola percentuale di fumatori riesce a interrompere definitivamente il consumo di sigarette. In Italia il peso del tabagismo è ancora molto rilevante: si stimano 12,5 milioni di fumatori, con oltre 90.000 decessi all’anno attribuibili al consumo di tabacco e un impatto economico che supera i 26 miliardi di euro tra costi sanitari diretti e indiretti. La Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio) è un’occasione per ricordare che esistono trattamenti efficaci e sostenibili per chi desidera liberarsi dalla dipendenza da nicotina. Tra questi, la citisina ha acquisito crescente attenzione scientifica. Pur non essendo una molecola nuova — viene utilizzata nell’Europa dell’Est da oltre 50 anni — oggi è oggetto di rinnovato interesse grazie al suo buon profilo di efficacia e al costo contenuto.
Le caratteristiche dello studio
Lo studio ORCA‑2, pubblicato su JAMA nel 2023, è il primo grande trial statunitense che valuta in modo rigoroso l’efficacia nella cessazione del fumo della cytisinicline, la formulazione farmaceutica altamente purificata della citisina, con il medesimo principio attivo, ma standard di qualità, stabilità e dosaggio ottimizzati per gli studi clinici contemporanei. Si tratta di uno studio clinico randomizzato multicentrico, doppio cieco e placebo‑controllo, condotto in 17 centri che ha coinvolto 810 fumatori adulti motivati a smettere. I partecipanti sono stati assegnati a due diversi regimi di cytisinicline (6 o 12 settimane) oppure a placebo, tutti associati a un supporto comportamentale standardizzato.
I risultati ottenuti
I risultati hanno mostrato una superiorità significativa dei due schemi con cytisinicline rispetto al placebo in termini di astinenza continua nelle ultime quattro settimane di trattamento, verificata tramite misurazione del monossido di carbonio espirato. La molecola ha inoltre confermato un profilo di sicurezza favorevole, con eventi avversi lievi e comparabili tra i gruppi.
Limiti dello studio
Tra i limiti, gli autori segnalano la durata relativamente breve del follow‑up, l’assenza di un confronto diretto con altri farmaci di prima linea e la possibile selezione di una popolazione particolarmente motivata, che potrebbe ridurre la generalizzabilità dei risultati alla pratica clinica quotidiana. Nonostante ciò, ORCA‑2 costituisce una delle evidenze più solide a supporto dell’impiego della cytisinicline nei programmi moderni di cessazione del tabagismo.
Quale la novità / quali le prospettive
Negli ultimi anni la ricerca si è orientata verso schemi posologici più semplici e formulazioni a rilascio modificato, con l’obiettivo di migliorare l’aderenza e la tollerabilità. Nel 2024 la WHO ha incluso la citisina tra i trattamenti raccomandati per la cessazione del tabagismo, riconoscendone efficacia, sicurezza e sostenibilità economica, e nel 2025 l’ha inserita tra le molecole considerate essenziali per la salute pubblica.
Un elemento di grande rilevanza pratica riguarda il contesto italiano: dal 2026 infatti la citisina è entrata nei programmi nazionali per la cessazione del fumo ed è oggi rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, diventando la prima terapia antifumo mutuabile nel nostro Paese.
La decisione è stata formalizzata dall’AIFA il 15 dicembre 2025, con l’ammissione alla rimborsabilità del farmaco a base di citisina (Regicar/Recigar), e resa esecutiva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La rimborsabilità è entrata in vigore il 30 marzo 2026, come confermato anche dalla SIPaD (Società Italiana Patologie da Dipendenza), che ha sottolineato l’importanza di questa innovazione per la salute pubblica.
L’accesso avviene attraverso i Centri Antifumo accreditati, dove il trattamento è inserito in un percorso strutturato che integra supporto farmacologico e counselling, in linea con le evidenze che mostrano come la combinazione tra farmaco e intervento comportamentale aumenti significativamente le probabilità di successo.
Il protocollo prevede un ciclo orale di 25 giorni con dosaggio decrescente, con possibilità di estensione fino a 40 giorni; per oltre la metà dei pazienti può essere necessario un secondo ciclo per consolidare l’astinenza.
Il recente riconoscimento istituzionale ha favorito un crescente coinvolgimento dei professionisti sanitari: non solo specialisti dei servizi per le dipendenze, ma anche medici di medicina generale, pneumologi, cardiologi e oncologi sono oggi chiamati a integrare la citisina nei percorsi di cessazione del fumo. In questo scenario, la disponibilità di un trattamento efficace, sicuro e rimborsato rappresenta un’opportunità concreta per ampliare l’accesso alle cure e costruire con il paziente una strategia di salute condivisa.
A cura di Beatrice Ragnoli
