Le mani non sono semplici strumenti di lavoro; rappresentano il nostro principale mezzo di comunicazione affettiva e di contatto con il mondo. Proteggere la loro funzionalità significa preservare la nostra autonomia e qualità della vita. Durante l’incontro del ciclo “UPO incontra Novara“, si è discusso delle patologie più comuni che possono colpire l’arto superiore e delle strategie per prevenirle e affrontarle in modo precoce.

Quando la mano soffre: l’impatto sulla vita quotidiana

Le patologie della mano non causano solo dolore fisico o alterazioni del sonno ma hanno un profondo impatto relazionale ed emozionale: dalla difficoltà a stringere la mano in segno di saluto, all’imbarazzo per deformità visibili, fino alla perdita dell’autonomia e della libertà personale dovuta a limitazioni funzionali. La prevenzione e la diagnosi precoce sono le armi più efficaci per evitare danni irreversibili, come la denervazione o il blocco delle dita, e ridurre la necessità di interventi chirurgici invasivi.

Le patologie più frequenti della mano: riconoscerle per intervenire

La relazione ha approfondito i disturbi che più spesso colpiscono la popolazione, specialmente in età avanzata:

  • Sindrome del tunnel carpale: è causata dalla compressione del nervo mediano al polso. I sintomi classici includono formicolii notturni, dolore urente (sensazione dolorosa simile a quella provocata dal fuoco) e, nei casi avanzati, perdita di sensibilità e forza di opposizione del pollice con le altre dita (pinza). La diagnosi si avvale dell’esame clinico e dell’elettromiografia. Se diagnosticata in tempo, può essere trattata con tutori o infiltrazioni, ritardando la chirurgia.  Quando necessaria,  la chirurgia moderna è mininvasiva, risolutiva e dura pochi minuti.
  • Rizo-artrosi: si tratta dell’artrosi (consumo della cartilagine a livello articolare) alla base del pollice. Si manifesta con dolore durante i movimenti di pinza (come girare una chiave o aprire un barattolo) e può portare a deformità visibili. Oltre all’uso di tutori specifici, nei casi gravi si può ricorrere a protesi articolari o interventi di ricostruzione.
  • Dito a scatto: un’infiammazione dei tendini flessori che ne impedisce il fluido scorrimento, causando un doloroso scatto o il blocco del dito. Le infiltrazioni risolvono il problema nella maggior parte dei casi senza ricorrere al bisturi.
  • Malattia di Dupuytren: una patologia a componente ereditaria che causa la formazione di cordoni fibrosi sul palmo, impedendo la completa estensione delle dita. È una condizione progressiva, spesso molto limitante, che richiede una valutazione specialistica per decidere il momento opportuno per l’intervento.
  • Neoformazioni e cisti: sono nella maggior parte dei casi benigne, si presentano come piccoli noduli o palline. È fondamentale non sottovalutarle e sottoporle a controllo clinico ed ecografico: talvolta possono essere a comportamento aggressivo o recidivare facilmente.

 

Consigli pratici di prevenzione

La salute della mano passa anche attraverso lo stile di vita. È consigliabile:

  • Migliorare l’ergonomia: utilizzare strumenti adatti e mantenere posture corrette durante il lavoro o gli hobby.
  • Fare pause e stretching: è importante quando si devono svolgere attività manuali ripetitive o prese di precisione prolungate.
  • Alimentazione e abitudini: evitare il fumo, l’alcool e limitare cibi pro-infiammatori (zuccheri raffinati, grassi saturi) aiuta a proteggere i tessuti.
  • Sicurezza nel fai da te: utilizzare sempre guanti e protezioni per evitare ferite o traumi da oggetti vibranti.

 

Intensificato il servizio per il territorio

Per rispondere a queste esigenze, a Novara, nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, è attivo un servizio di chirurgia della mano, del polso e del gomito presso l’Ospedale Maggiore della Carità, in convenzione con l’Università del Piemonte Orientale. Il team di ortopedici specializzati in questo distretto, che si estende fino al polso e al gomito, offre ambulatori settimanali per prime visite e follow-up, garantendo il trattamento sia delle patologie croniche che della traumatologia semplice e complessa.

Non bisogna considerare il dolore o la perdita di funzione come un limite fisiologico dell’età: rivolgersi precocemente a uno specialista può fare la differenza tra una guarigione completa e un danno permanente.

 

Il Prof. Davide Ciclamini è un ortopedico esperto nel campo e lavora presso il Dipartimento di Scienze della Salute UPO – Ortopedia e Traumatologia AOU Maggiore della Carità di Novara 

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