Dedalo – Volare sugli anni è un progetto di promozione della salute e degli stili di vita sani, nato da un accordo tra l’ASL di Vercelli, il Comune di Vercelli e l’Università del Piemonte Orientale. Si rivolge ai cittadini di Vercelli, Santhià, Val Sesia e Val Sessera.

Progetto Dedalo Vercelli - Aging Project UniUPO

Spesso la prospettiva di una terza età serena e attiva viene ostacolata dall’insorgenza di condizioni croniche e invalidanti: si tratta prevalentemente di patologie correlate agli stili di vita, oltre che ai determinanti socio-economici. Il progetto Dedalo vuole fornire ai cittadini indicazioni e strumenti concreti per migliorare il proprio stile di vita e guadagnare salute, basandosi sulle evidenze scientifiche e sulle opportunità offerte dal territorio. Abbiamo chiesto a uno dei coordinatori, il Prof. Fabrizio Faggiano, di raccontarci meglio come si sviluppa il progetto.

 

 

Prof. Faggiano, in che cosa consiste il progetto Dedalo e quali sono gli assi di lavoro principali?

Molte ricerche scientifiche provano che correggere il proprio stile di vita migliora la salute generale, favorisce il benessere e riduce il rischio di ammalarsi, anche in tarda età. A partire da questa evidenza il progetto Dedalo vuole contribuire a promuovere la salute della popolazione attraverso la proposta di quattro percorsi: Buona alimentazione, per educare al cibo come strumento di prevenzione e longevità, Muoversi Insieme, che promuove l’importanza dell’attività fisica per il benessere psico-fisico, Meraviglia e Stupore, per valorizzare i benefici apportati dalle arti sulla qualità della vita e Scoperta del territorio, che si concentra sulle opportunità offerte dalle aree verdi e dai parchi urbani.

 

Qual è il ruolo dei partner nel progetto? Si tratta solo di enti pubblici o sono coinvolte anche aziende del territorio?

I partner sono soggetti – pubblici e privati -– che mettono a disposizione di Dedalo le proprie attività mirate alla promozione della salute, o che accettano di proporne altre. L’insieme delle iniziative proposte costituisce il pacchetto di offerte di ciascuna stagione (febbraio-giugno e settembre-dicembre) per ognuno dei quattro percorsi attivati. Al progetto possono aderire, oltre ai potenziali partner, anche cittadini e aziende che vogliano invitare i propri dipendenti a partecipare alle iniziative.

 

Quali sono le attività organizzate nell’ambito di questi percorsi e come sono state influenzate dall’avvento del Covid-19?

I percorsi tradizionali prevedevano molte attività da svolgersi all’aperto o in luoghi di interesse storico-artistico. Abbiamo organizzato visite guidate presso i musei, percorsi nella natura alla ricerca del benessere fisico e interiore, itinerari culturali, escursioni in città e in campagna, tour tematici, pellegrinaggi spirituali. E poi corsi di musica, canto e teatro, lezioni di lingue straniere, corsi di ginnastica dolce e di attività fisica adattata, esperienze di mindfulness, laboratori di cucina, incontri con artisti, conferenze su temi legati alla salute, al benessere e alla crescita personale.

Con l’arrivo della pandemia Dedalo ha dovuto un po’ cambiare. Come tutti, abbiamo potenziato la presenza online arricchendo il sito e la pagina Facebook con pillole informative e contenuti legati alla prevenzione, all’attività fisica da fare a casa e all’alimentazione sana. Abbiamo approfittato di questo momento di pausa per far conoscere tutte le esperienze e gli attori del territorio che lavorano per i nostri stessi obiettivi, segnalando gli eventi online, le dirette streaming e i tour virtuali più interessanti. Il contatto con i destinatari è stato mantenuto anche grazie alla newsletter.

 

Come si integra Dedalo con la ricerca dell’Aging Project?

Dedalo è parte del progetto di ricerca PREVEMITIG-AGE, uno studio che si propone di contribuire alla ricerca sui cambiamenti degli stili di vita e sui determinanti sociali ed ambientali della salute, sviluppando e valutando l’efficacia di interventi volti alla prevenzione e alla mitigazione degli effetti di patologie associate all’invecchiamento.

Dedalo fin dai suoi esordi si è mostrata un’iniziativa di grande successo, capace di coinvolgere oltre 1500 cittadini soltanto nelle prime 3 stagioni (ciascuna della durata di sei mesi). Aging Project è responsabile della valutazione del suo impatto sui comportamenti a rischio e sulla salute, inoltre ha il compito di definirne il potenziale di trasferibilità.

 

Quali strumenti utilizzate per valutare l’impatto dei vostri interventi?

Stiamo valutando la ricaduta sulla prevalenza di stili di vita favorevoli alla salute (es. astensione dal fumo, corretta alimentazione, partecipazione ad attività culturali), sull’incidenza di malattie cronico-degenerative, oltre che, a lungo termine, sulla mortalità. Il disegno di studio prevede di seguire per un certo periodo un gruppo di cittadini partecipanti a Dedalo e confrontarlo con un gruppo di cittadini che non hanno avuto contatto con il progetto.

Gli strumenti utilizzati per la rilevazione dei dati sono principalmente interviste telefoniche ad hoc (che indagano aspetti socio-economici e comportamentali), l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera e di quelle relative ai decessi.

 

Secondo lei un progetto di questo tipo può essere sostenibile nel lungo periodo, al di là dei fondi ricevuti per l’avvio?

Secondo me il punto di forza del progetto risiede proprio nella sostenibilità, legata al fatto che non è necessario creare nulla di nuovo. Troppe volte si avvia un nuovo progetto che dura un anno o due e che, una volta finiti i fondi, scompare senza lasciare nulla! In genere si tratta di esperienze che non nascono per durare. Io credo che dobbiamo sforzarci di ragionare sul lungo termine, in modo da avviare meno progetti ma con una maggiore ambizione di incidere sul territorio e con un percorso che aspiri a diventare permanente.

Dedalo è nato come un progetto che non necessita di fondi importanti, perché si propone di valorizzare e organizzare il lavoro già fatto. Si tratta di selezionare iniziative, interventi ed eventi che sono già presenti, abitualmente gestiti da soggetti scollegati, e ordinarli; selezionare quelli utili e inserirli in una cornice comune. Se si riesce nell’intento di costruire la cornice, il costo complessivo di questa operazione è molto basso e alla fine si ottiene un prodotto sostenibile nel tempo.

 

Si tratta di un modello applicabile anche in altri contesti territoriali?

Una delle ambizioni di Dedalo è proprio quella di essere un modello replicabile. A tal fine abbiamo redatto un manuale operativo, un vademecum organizzativo per l’implementazione, l’organizzazione, la gestione e il coordinamento delle attività che vengono realizzate nell’ambito del progetto.

 

Quali sono le prospettive di sviluppo di Dedalo?

Vogliamo rafforzare la parte più innovativa del progetto, quella della relazione fra salute e cultura. Uno degli interventi in fase di progettazione vuole concepire l’ospedale come luogo di cultura. A partire dall’esperienza personale di uno degli organizzatori che ha sperimentato l’incubo dell’ospedale in questo periodo, è nata l’idea di “cambiare l’ospedale”, di renderlo più umano con iniziative culturali, aree pubbliche e attrezzature (si comincia con un pianoforte donato dal Direttore di Presidio dell’ospedale).

Stiamo pensando di utilizzare televisori diffusi nelle aree pubbliche per proiettare una serie di video educativi e informativi. Vorremmo poi allestire alcuni angoli dei corridoi di passaggio per renderli adeguati ad ospitare performance teatrali o musicali. Anche perché le persone che frequentano l’ospedale, anche senza essere malate, sono tante. Secondo alcune stime, una persona va dal medico di medicina generale una volta ogni tre anni. Io penso che almeno il 70-80% dei cittadini si rechi in ospedale almeno una volta durante l’anno, per una visita specialistica, per le analisi del sangue, per accompagnare un parente malato. Quei minuti passati all’interno dell’ospedale possono diventare l’occasione per dare una scossa di cultura e salute, nella direzione della prevenzione e della promozione della salute.

 

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