“Ogni inverno porta con sé gli stessi virus, ma noi possiamo scegliere di non essere gli stessi pazienti.” – detto popolare

Quando arriva l’inverno, tutti noi – chi più, chi meno – sentiamo che “qualcosa cambia”. L’aria si fa più fredda, passiamo più tempo in ambienti chiusi, i virus respiratori circolano con maggiore facilità. Per molte persone oltre i 65 anni, questo periodo può diventare un momento delicato: non solo per l’influenza, ma anche per raffreddori più intensi, bronchiti, e per chi ha già una patologia respiratoria, possibili riacutizzazioni. Parlarne insieme, con calma e senza allarmismi, significa prendersi cura della propria salute in modo consapevole, facendo scelte che migliorano la qualità della vita. Non si tratta di “fare di più”, ma di fare meglio, con strumenti semplici e basati su evidenze.

Per chi ha più di 65 anni e non ha patologie respiratorie: come proteggersi dalle infezioni stagionali

L’invecchiamento non è una malattia: è un processo naturale, che porta con sé cambiamenti fisiologici. Il sistema immunitario, ad esempio, diventa un po’ meno rapido nel riconoscere i virus. È come se avesse bisogno di qualche secondo in più per “mettere a fuoco” l’intruso. Questo non significa essere fragili, ma semplicemente avere bisogno di qualche accortezza in più.

Prevenzione: il percorso più efficace. La prevenzione non è un concetto astratto: è fatta di gesti quotidiani, scelte informate e piccoli investimenti di tempo che ripagano in salute.

  1. Vaccinazioni stagionali. Sono uno strumento di protezione, non un obbligo morale. Per gli over 65, le vaccinazioni contro influenza, COVID-19 e – quando indicate – RSV (virus respiratorio sinciziale), riducono il rischio di forme gravi e di ricovero. Molti cittadini del Piemonte Orientale conoscono già le campagne vaccinali organizzate da ASL e medici di famiglia: parteciparvi significa proteggere sé stessi e chi ci sta vicino.
  2. Igiene respiratoria. Non servono grandi rivoluzioni: lavarsi le mani quando si rientra a casa, arieggiare le stanze, usare la mascherina se si hanno sintomi: sono gesti semplici, che abbiamo imparato negli ultimi anni e che continuano a essere utili.
  3. Qualità dell’aria in casa. In inverno si tende a chiudere tutto “per non far entrare il freddo”. Ma un’aria troppo secca o poco ventilata favorisce la diffusione dei virus. Un’umidità tra il 40% e il 60% è un buon compromesso per respirare meglio.
  4. Movimento e vita sociale. Il freddo invita a stare in casa, ma il corpo – e anche la mente – hanno bisogno di movimento. Una passeggiata, un corso all’Università della Terza Età, un incontro con gli amici: tutto questo rafforza il sistema immunitario e migliora l’umore.

infezioni stagionali

Per chi ha più di 65 anni e convive con una patologia respiratoria

Questa parte è dedicata a chi vive con asma, BPCO, bronchiectasie o altre condizioni respiratorie croniche. Non per creare divisioni, ma perché alcune precauzioni specifiche possono fare davvero la differenza.

Conoscere la propria malattia: un atto di autonomia. Molte persone mi dicono: “Dottore, io non voglio diventare un esperto della mia malattia”. Ed è comprensibile. Ma conoscere alcuni aspetti essenziali – come usare correttamente l’inalatore, quando aumentare i controlli, quali segnali non ignorare – significa vivere meglio, non vivere da malati.

Ottimizzare le terapie inalatorie. Gli inalatori sono strumenti efficaci, ma richiedono una tecnica corretta ed un allenamento costante. Una volta all’anno, soprattutto prima dell’inverno, è utile chiedere al medico o al farmacista di rivedere insieme la modalità d’uso. Non è un esame: è un modo per assicurarsi che il farmaco arrivi davvero dove serve.

terapia infezioni stagionali

Vaccinazioni: un tassello ancora più importante. Per chi ha una patologia respiratoria, le vaccinazioni stagionali non sono solo una protezione aggiuntiva: sono parte integrante della cura. Influenza, COVID-19, pneumococco ed RSV possono infatti peggiorare i sintomi di base e aumentare il rischio di riacutizzazioni. Un piano personalizzato che preveda la somministrazione del richiamo vaccinale annuale per influenza, vaccino anti COVID-19 (con JN.1-adattato), vaccino anti RSV ed integrazione della protezione respiratoria con vaccino anti pneumococco (PCV15/PCV20 ± PPSV23) secondo età e rischio può efficacemente contrastare infezioni gravi e il ricorso a ricoveri ospedalieri.

Piani d’azione personalizzati. Molti pazienti trovano utile avere un “piano d’azione”: un foglio semplice, scritto insieme al medico, che indica cosa fare se i sintomi peggiorano. È uno strumento di autonomia, non di controllo. Aiuta a evitare ansia e a intervenire tempestivamente.

Ambiente e fattori di rischio. Chi ha una malattia respiratoria è più sensibile all’inquinamento atmosferico e al fumo (anche passivo). Ridurre l’esposizione al PM2.5, evitare combustioni domestiche inutili e mantenere un’aria pulita in casa sono scelte che migliorano la respirazione e la qualità della vita.

Conclusioni: un invito alla partecipazione

Se dovessi presentare questo tema all’Università della Terza Età, direi così: “Non stiamo parlando di malattie, ma di benessere. Di come attraversare l’inverno con più serenità, più energia e più consapevolezza. Di come prenderci cura di noi stessi senza rinunciare alla vita sociale, alle passioni, ai progetti”.

Proteggersi dai disturbi respiratori stagionali non significa chiudersi in casa o vivere con paura. Significa scegliere con intelligenza, usare gli strumenti che la medicina mette a disposizione e ascoltare il proprio corpo con rispetto.

E soprattutto, significa ricordare che la salute non è solo assenza di malattia: è qualità della vita, relazione, partecipazione, curiosità. E questo, a qualsiasi età, è un patrimonio prezioso.

Riferimenti bibliografici

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