Pillole di scienza
Lifestyle medicine
Uno studio mostra che, sebbene la musica non abbia effetti significativi sulla memoria nella popolazione generale, potrebbe essere efficace negli anziani con deficit cognitivi
Le tecnologie omiche mostrano come il sangue rifletta e moduli l’invecchiamento: le molecole ematiche aiutano a stimare l’età biologica e a valutare nuove opzioni di ringiovanimento
Anziani e aderenza terapeutica: lo studio Ozok (2026) rivela l’importanza delle abitudini domestiche. L’IA può aiutare, ma solo se discreta, personalizzata e progettata per difendere l’autonomia.
Uno studio su oltre 5.000 anziani mostra che seguire una dieta di qualità è associato a un minor rischio di perdita dell’udito e a un declino cognitivo più lento dopo la comparsa dell’ipoacusia.
La scarsa qualità del sonno negli anziani viene spesso presa in carico tramite farmacoterapia, ma esistono altri metodi complementari che possono essere efficaci. Uno di questi è il pediluvio con acqua con temperatura attorno ai 40°C.
Caffè e demenza: uno studio su larga scala suggerisce che un consumo moderato di caffè caffeinato e tè è associato a un minor rischio di demenza e a un declino cognitivo più lento. Nessun effetto protettivo emerge invece per il caffè decaffeinato.
Uno studio di coorte mostra che negli anziani una maggiore aderenza alla dieta mediterranea, soprattutto se associata ad attività fisica regolare, è legata a una riduzione significativa dell’avvio di psicofarmaci, suggerendo un ruolo preventivo dello stile di vita.
Una revisione sistematica mostra che il Nordic walking negli anziani riduce BMI, peso, circonferenza vita, pressione e colesterolo, migliorando il VO2. È particolarmente efficace dopo 12 settimane e nei soggetti oltre i 65 anni.
Nuove evidenze suggeriscono che l’esercizio fisico e tumori cerebrali siano collegati: l’attività fisica può modulare immunità, infiammazione e microambiente tumorale, potenziando l’efficacia delle terapie nel glioma.
Una scarsa qualità del sonno accelera l’invecchiamento cerebrale aumentando il Brain Age Gap. Lo studio mostra che l’infiammazione sistemica media parte di questo effetto. Il sonno emerge come un fattore modificabile per ridurre declino cognitivo e rischio di demenza.
In un flash Aggiornamento dell’American College of Sports Medicine sulla prescrizione dell’allenamento per la forza
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