Forza, salute e longevità: due semplici test di fitness muscolare possono predire la salute a lungo termine
Le malattie croniche non trasmissibili sono direttamente connesse a fattori di rischio modificabili (come il livello di attività fisica) e ogni anno sono responsabili di circa il 74% dei decessi globali. La forza muscolare è ampiamente riconosciuta come un indicatore di salute ed è associata a un minor rischio di comorbilità e mortalità.
Una meta-analisi, pubblicata a febbraio 2026 sul British Journal of Sports Medicine, ha sintetizzato anni di ricerca clinica selezionando 94 studi di coorte con ampi campioni di partecipanti provenienti da diverse regioni del mondo, un lungo periodo di follow-up e una vasta fascia di età. L’analisi si è focalizzata sui risultati di due test: la forza della presa della mano misurata con un dinamometro (Hand Grip Strength – HGS) e alzarsi dalla sedia 5 volte in funzione del tempo (5 time Chair Stand Test 5- CTS), per la popolazione over 18 anni.
Secondo il National Institutes of Health Sarcopenia Project (USA), i valori normali medi per l’HGS sono compresi tra 26-31 kg per i maschi e 16-21 kg per le femmine; mentre i valori normali medi per il 5-CTS sono compresi tra <6,8 e <17,0 secondi (per gli anziani si veda la Short Physical Performance Battery – SPPB).
Valori inferiori a tali limiti riflettono lo stato di salute generale in relazione alla salute futura. Possono quindi essere considerati come indicatori precoci di resilienza fisiologica a lungo termine, ovviamente associati a corretti stili di vita e livelli adeguati di attività fisica.
La revisione ha evidenziato che un aumento di forza di almeno 5 kg nel semplice test HGS o una prestazione di almeno 1 secondo in meno nel più impegnativo 5-CST sono associati, con alcune differenze statistiche, a minor rischio di malattie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2, disturbi muscoloscheletrici, disabilità, ansia, depressione, declino cognitivo, demenza e malattia di Parkinson. In questo tipo di analisi statistica non sono state osservate associazioni significative per le patologie oncologiche o le malattie respiratorie, sebbene molti altri studi abbiano dimostrato gli effetti positivi di una migliore fitness.
Sebbene alcune associazioni – come una riduzione del 7% del rischio di malattie cardiovascolari per ogni aumento di 3-5 kg nell’HGS o una riduzione del 6% dei problemi muscoloscheletrici per ogni miglioramento di 1 secondo nella prestazione del test 5-CST – possano apparire modeste a livello individuale, sono invece significative a livello di popolazione generale. In sanità pubblica, anche piccole riduzioni del rischio in ampie popolazioni possono tradursi in un numero significativo di casi prevenuti e nei relativi costi economici, sociali e soprattutto personali.
Pur presentando alcuni limiti legati al suo disegno rigoroso, lo studio si inserisce in un filone di ricerca consolidato e trova conferma in lavori precedenti con risultati analoghi. Questo corpo di evidenze permette di raccomandare l’adozione di questi semplici test nella pratica clinica, che possono essere messi in relazione alla salute generale, agli stili di vita, alla fitness cardiorespiratoria e possono suggerire anche un programma riabilitativo adeguato.
A cura di Carmela Rinaldi e Agatino Sanguedolce
