Immaginate una città in cui alcuni edifici non vengono demoliti quando diventano pericolosi. Restano in piedi barcollanti e cominciano a rilasciare sostanze tossiche che danneggiano i palazzi vicini.
È questa, in modo sommario, la situazione che si crea nel nostro organismo con l’accumulo delle cellule senescenti.
Queste cellule smettono di dividersi come farebbero normalmente ma allo stesso tempo si rifiutano di morire. Restano lì, secernendo molecole infiammatorie che alterano i tessuti circostanti e che, nel tempo, contribuiscono all’invecchiamento e all’insorgere di malattie croniche. Per questo, in gergo, vengono spesso chiamate “cellule zombie”.
I marcatori dell’invecchiamento
La senescenza cellulare non è l’unico meccanismo attraverso cui il nostro corpo invecchia. Negli ultimi anni, i ricercatori hanno identificato e catalogato una serie di tratti molecolari e cellulari caratteristici del processo di invecchiamento, comunemente chiamati marcatori dell’invecchiamento.
Tra questi marcatori troviamo:
- l’instabilità genomica, causata dall’accumulo progressivo di danni al DNA che i meccanismi di riparazione cellulare non riescono più a correggere;
- l’accorciamento dei telomeri, le “protezioni” alle estremità dei cromosomi che si consumano a ogni divisione cellulare;
- le alterazioni epigenetiche, ovvero cambiamenti nel modo in cui i geni vengono attivati o silenziati senza modificarne la sequenza;
- la perdita di proteostasi, cioè la difficoltà crescente della cellula di mantenere le proprie proteine nella forma corretta;
- il deterioramento dell’autofagia, ovvero l’indebolimento del sistema di riciclaggio cellulare che normalmente smantella i componenti danneggiati;
- la disfunzione mitocondriale, con un progressivo calo dell’efficienza energetica della cellula;
- l’esaurimento delle cellule staminali, che riduce la capacità dei tessuti di rinnovarsi e ripararsi;
- la comunicazione intercellulare alterata;
- l’infiammazione cronica, implicata in alcune patologie come il diabete e l’obesità;
- la disbiosi del microbioma intestinale.
La senescenza cellulare è uno di questi marcatori poiché, spesso innescata da danni al DNA o dall’accorciamento dei telomeri, contribuisce all’infiammazione e altera la comunicazione tra cellule e tessuti.
Capire come, dove e perché le cellule entrano in questo stato è quindi uno dei modi per comprendere l’invecchiamento nel suo insieme ed è esattamente il fine del progetto SenNet.
Un network, decine di istituti, migliaia di campioni per mappare le cellule senescenti
SenNet è stato istituito per identificare e caratterizzare in modo sistematico le differenze tra le cellule senescenti presenti in tutto il corpo attraverso le diverse fasi della vita. Il programma fornirà atlanti delle cellule senescenti, delle loro differenze e delle molecole che secernono, utilizzando dati raccolti da tessuti umani e da organismi modello.
L’obiettivo finale è costruire qualcosa di paragonabile a quello che il Progetto Genoma Umano ha fatto per il DNA: una risorsa di riferimento condivisa, aperta a tutta la comunità scientifica.
Il primo grande traguardo di questa impresa è stato annunciato a giugno 2026, con la pubblicazione di un articolo sulla rivista Cell, accompagnato da decine di studi correlati apparsi su Nature Aging, Nature Genetics e Molecular Cell.
Cosa ha scoperto SenNet
L’articolo su Cell, guidato dalla Yale School of Medicine insieme a ricercatori di altri nove istituti, stabilisce il quadro scientifico di riferimento entro cui si collocano tutti gli studi del consorzio.
Tra i risultati, spicca un focus sull’immunosenescenza, ovvero l’invecchiamento del sistema immunitario. I ricercatori hanno analizzato linfonodi umani di donatori di varie età, dall’infanzia alla vecchiaia, e hanno scoperto che nei tessuti più anziani esistono specifici accumuli di cellule immunitarie disfunzionali che aiutano a spiegare perché il nostro sistema immunitario si indebolisce con l’avanzare dell’età.
Ma non solo, la collezione SenNet include nuovi atlanti della senescenza cellulare per cervello, fegato e pelle, e introduce strumenti avanzati di intelligenza artificiale per classificare i diversi tipi di cellule invecchiate.
Un cambio di prospettiva per le cellule senescenti
SenNet propone anche una nuova prospettiva.
Per lungo tempo si è pensato alle cellule senescenti come a una categoria omogenea. I dati del progetto mostrano invece che la senescenza è uno spettro diversificato di profili cellulari che variano a seconda del tessuto e della malattia e che gli scienziati hanno cominciato a chiamare “senotipi“. Una cellula senescente nel fegato non è uguale a una senescente nella pelle o nel cervello; hanno firme molecolari diverse, rilasciano segnali diversi e producono effetti diversi sui tessuti circostanti.
Alcune di queste cellule, in certi contesti, svolgono persino funzioni utili perché possono aiutare a riparare le ferite o frenare la proliferazione incontrollata. Il problema , quindi, sta nel fatto che queste cellule, accumulandosi e restando in sede per troppo tempo, rilasciano segnali infiammatori che da temporanei diventano persistenti e dannosi.
Com’è immaginabile, questa complessità cambia il modo in cui si è pensato finora alle possibili terapie perché l’attenzione potrebbe spostarsi sullo sviluppo di approcci che incoraggino gli effetti benefici di queste cellule sopprimendo quelli dannosi per i tessuti.
Vivere meglio
L’atlante della senescenza umana che SenNet sta costruendo è pensato come una risorsa aperta, accessibile a tutti i ricercatori del mondo. Man mano che il progetto si espande, gli scienziati sperano che questo atlante acceleri lo sviluppo di terapie di precisione, con la speranza di migliorare il numero di anni vissuti in buona salute, liberi da malattie croniche.
I recenti studi in questo ambito non mirano all’immortalità né tantomeno a medicalizzare la vecchiaia a tutti i costi, ma provano a capire i meccanismi biologici che trasformano l’invecchiamento in sofferenza cercando di intervenire dove è possibile farlo.
Fonti
- https://medicine.yale.edu/news-article/scientists-develop-first-comprehensive-atlas-of-human-cellular-senescence-in-aging/
- https://sennetconsortium.org
- Suryadevara V. et al. “Charting human cellular senescence in aging and disease”. Cell, 189, 3501-3505
- SenNet Consortium. NIH SenNet Consortium to map senescent cells throughout the human lifespan to understand physiological health. Nat Aging 2, 1090–1100 (2022). https://doi.org/10.1038/s43587-022-00326-5
- Suryadevara V. et al. “SenNet recommendations for detecting senescent cells in different tissues.” Nature Reviews Molecular Cell Biology 25.12 (2024): 1001-1023.
- Brown University TDA Wang Siyuan (Steven) 34, et al. “NIH SenNet Consortium to map senescent cells throughout the human lifespan to understand physiological health.” Nature aging 2.12 (2022): 1090-1100.
- https://www.age.mpg.de/how-do-we-age

