La rosacea è una malattia ad andamento cronico che può interessare la cute, le palpebre e la congiuntiva oculare.
Inizialmente veniva definita “acne rosacea”, ad indicare la parziale somiglianza fra le due patologie. Infatti sono entrambe caratterizzate da papule e pustole che insorgono sulla cute eritematosa e infiammata del volto. Tuttavia, nel tempo la migliore conoscenza della patogenesi delle due malattie ha permesso di distinguerle nettamente e di evidenziarne le differenze.
La rosacea, in particolare, è una dermatosi che insorge in età adulta, spesso in soggetti con cute chiara, e mostra un andamento cronico, che può aggravarsi progressivamente. Dal punto di vista clinico insorge con un eritema facciale (detto flushing) che con il tempo diventa persistente. L’eritema è solitamente più marcato al naso, guance e mento ove i piccoli vasi capillari (teleangectasie) diventano marcatamente visibili conferendo al volto un aspetto caratteristico, spesso erroneamente associato a quello di un paziente che abusa di cibo e sostanze alcoliche.
A seguire si possono sviluppare papule e successivamente pustole, accompagnate da sensazione di prurito e intenso calore. La pelle appare sensibile, facilmente irritabile, spesso associata a pizzicore e al disagio legato alla localizzazione della dermatosi.
In una piccola percentuale di pazienti si sviluppa la fase più avanzata della malattia con ispessimento di alcune parti come il naso, che prende il nome di rinofima. Tale condizione, oltre ad essere invalidante dal punto di vista psicologico e relazionale, è in grado di causare disturbi alla respirazione legati al possibile restringimento delle narici proprio per l’ipertrofia del tessuto cutaneo.
La rosacea può coinvolgere gli occhi e causare arrossamento delle palpebre (blefarite) e della congiuntiva (congiuntivite), con sintomi quali secchezza, prurito e irritazione.
Ad oggi le cause della rosacea non sono state completamente chiarite; infatti, accanto alla predisposizione individuale con tendenza all’infiammazione e ipersensibilità dei capillari ai comuni stimoli (es. sole, stress, sbalzi di temperatura), è stato ipotizzato anche il ruolo di un microrganismo cutaneo (Demodex folliculorum) che sarebbe in grado di promuovere lo stato infiammatorio locale.
Esistono poi molti fattori capaci di scatenare le riacutizzazioni e il peggioramento della malattia, fra cui l’esposizione al sole e alle temperature estreme (freddo, caldo), il fumo di sigaretta, il consumo di alcool, i cibi speziati e piccanti, lo stress emotivo, l’uso di cosmetici particolarmente densi e coprenti.
La rosacea interessa frequentemente persone in età avanzata: si stima infatti che la sua prevalenza possa raddoppiare dopo i 60 anni, raggiungendo il 5,7%, mentre il dato si attesta al 2% nella fascia di età compresa fra 40 e 49 anni. In questo periodo la rosacea può presentare inoltre forme maggiormente infiammate e persistenti a causa della aumentata tendenza alla secchezza cutanea e alla fragilità dei capillari.
Anche il rinofima si presenta più spesso nelle persone di età avanzata, nelle quali alcuni fattori di rischio come l’esposizione solare cumulativa e la cronicità della dermatosi giocano un ruolo determinante.
La terapia della rosacea prevede l’uso di cosmetici (utili soprattutto nelle fasi precoci), farmaci topici e per via orale, tecnologia laser o chirurgica (per il trattamento del rinofima).
Fra i prodotti ad azione cosmetica, oltre al semplice “camouflage” con creme colorate e make-up, sono disponibili molti topici ad azione trofica per i capillari, lenitiva ed antinfiammatoria. Questi ultimi possono anche contenere dei pigmenti – solitamente verdi – per mascherare il rossore.
I farmaci attivi sulla rosacea sono vari: antimicrobici (ivermectina e metronidazolo, capaci di agire nei confronti del Demodex), antibiotici orali (tetracicline, ad azione antibatterica e antinfiammatoria), antinfiammatori (acido azelaico). Da qualche tempo è disponibile anche la Brimonidina gel, una sostanza ad azione vasocostrittrice capace di contrastare l’eritema facciale. Questo farmaco richiede l’applicazione quotidiana e ha un effetto temporaneo, limitato solo ad alcune ore della giornata (8-10 ore); inoltre il suo impiego va attentamente valutato dal dermatologo, specie in concomitanza di altre patologie.
La terapia con luce laser risulta molto efficace nel trattamento delle teleangectasie, ma non è in grado di prevenirne la comparsa.
In ogni caso, data l’estrema sensibilità della cute con rosacea alla luce solare che può peggiorarne l’aspetto e i sintomi, è necessario ricordare ai pazienti l’uso quotidiano del fotoprotettore, da applicare anche nelle giornate meno soleggiate e in inverno.
Infine si raccomandano le norme igieniche (evitare l’esposizione solare, il fumo, l’alcol, cibi piccanti) capaci di mitigare la rosacea, ma estremamente importanti per la salute dell’intero organismo.
Glossario
Papule: rilievi della pelle apprezzabili alla vista ed al tatto. Possono essere dovute a ispessimento localizzato della superficie cutanea oppure a infiltrato infiammatorio.
Pustole: lesioni rilevate della pelle caratterizzate dalla presenza di pus. Possono essere circondate da cute più o meno infiammata. Un esempio tipico è rappresentato dalle follicoliti da rasatura.
Teleangectasie: sono piccole dilatazioni dei capillari. Clinicamente si evidenziano come sottili linee rosse o bluastre visibili sulla superficie cutanea.
Bibliografia
Hilbring C et al. Epidemiology of rosacea in a population-based study of 161,269 german employees. Int j Dermatol 2022;61(5):570-6.
Immagine
Sand M, Sand D, Thrandorf C, Paech V, Altmeyer P, Bechara FG (4 June 2010). “Cutaneous lesions of the nose”. Head & Face Medicine. 6 7. doi:10.1186/1746-160X-6-7. PMC 2903548. PMID 20525327.

