Pillole di scienza
Percorsi di prevenzione e cura
Un breve intervento basato su attività fisica regolare, dieta equilibrata e supporto psicologico in anziani residenti in RSA ha mostrato effetti benefici nel modulare lo stress ossidativo e migliorare la funzionalità mitocondriale endoteliale. I risultati suggeriscono un potenziale effetto anti-invecchiamento, aprendo nuove prospettive per strategie terapeutiche e prognostiche.
Il deprescribing consiste nella sospensione ragionata di farmaci non più necessari, soprattutto negli anziani. È una strategia sicura e promettente per migliorare la qualità della vita, riducendo il rischio di effetti collaterali e sovratrattamenti.
I farmaci GLP-1RA, già noti per il diabete e l’obesità, mostrano potenziali benefici su cuore, cervello e salute mentale. Lo studio pubblicato su Nature Medicine evidenzia effetti protettivi, ma anche alcuni rischi gastrointestinali e renali.
Lo studio analizza l’efficacia del trattamento topico con estrogeni in donne in postmenopausa con prolasso pelvico. I risultati mostrano benefici limitati solo sui segni di atrofia vaginale, senza migliorare significativamente i sintomi soggettivi.
Questa scoping review ha analizzato quattro strumenti per misurare la complessità assistenziale negli over 65 a domicilio. Il Patient Complexity Instrument e il Flourish Index emergono come i più efficaci per una valutazione olistica dei bisogni socio-sanitari.
Una ricerca multicohorte ha evidenziato un legame tra obesità e invecchiamento cellulare, con aumento del rischio di 45 malattie legate ai meccanismi dell’età biologica. I risultati rafforzano l’ipotesi che ridurre l’obesità possa rallentare l’invecchiamento.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto del cioccolato nei pazienti oncologici anziani in cure palliative. Il cioccolato al 55% ha migliorato lo stato nutrizionale e la funzionalità, mentre quello bianco ha ridotto lo stress ossidativo e l’infiammazione.
Il trial StayingUpRight ha testato l’efficacia dell’esercizio fisico nella prevenzione delle cadute nelle RSA. I risultati non hanno mostrato differenze significative, probabilmente a causa dell’aderenza limitata e dell’interruzione dovuta alla pandemia.
Lo studio analizza la relazione diadica tra paziente e caregiver nello scompenso cardiaco. Un rapporto collaborativo migliora la gestione della malattia, riduce i ricoveri e favorisce il benessere di entrambi. Un approccio condiviso è essenziale per ottimizzare l’assistenza.
Lo studio MEMORA evidenzia che l’esposizione cumulativa a farmaci anticolinergici e sedativi è associata a un declino cognitivo più rapido negli anziani. La riduzione delle prescrizioni non necessarie potrebbe prevenire il deterioramento cognitivo, ma servono strategie mirate e studi sulla deprescrizione.
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