Teorie dell'invecchiamento
Psicologia
Lo stereotipo che invecchiare sia sinonimo di decadimento complessivo sembra influenzare l’autostima delle persone anziane e avere effetti negativi sulla loro salute. Anche piccoli cambiamenti nell’atteggiamento culturale delle comunità possono aiutare a comprendere le conseguenze negative degli stereotipi legati all’età e a porvi rimedio.
Al centro di questo modello teorico dei processi di invecchiamento, il Conforto restituito dall’adesione a una fede religiosa sembra essere la parola chiave per perseguire un benessere psico-fisico nella terza età
L’idea di invecchiamento con successo o positivo rappresenta la base di una delle più conosciute teorie dell’invecchiamento, che ha contribuito a mantenere funzionalità, autonomia e migliorare la qualità della vita negli anni.
La teoria SAVI, acronimo che origina dalle iniziali di Strength And Vulnerability Integration, studia l’esperienza emotiva durante l’arco della vita mettendo al centro i concetti di forza e vulnerabilità, e facendoli dialogare fra loro.
La SOC Theory suggerisce che è la capacità autoregolatoria della persona a consentire la massimizzazione dei risultati e la compensazione delle perdite
La teoria dell’attività, elabo…
La teoria del disimpegno può essere considerata la prima delle teorie dell’invecchiamento nell’ambito della gerontologia sociale. Secondo questa teoria l’invecchiamento comporta naturalmente un progressivo, universale e ubiquo abbandono della vita sociale da parte dell’individuo
Pillole di scienza Melatonina e invecchiamento
L’invecchiamento è legato allo stress mitocondriale e alla mito-infiammazione. La melatonina, potente antiossidante in calo con l’età, può proteggere i mitocondri e ridurre i danni, ma servono studi clinici più solidi.
Medico o infermiere? Le preferenze dei pazienti nel follow-up oncologico
Nel follow-up oncologico meglio medico o infermiere? Le scelte dei pazienti non sono scontate e cambiano a seconda dei bisogni. Uno studio chiarisce quando preferiscono l’uno o l’altro.
Un consumo moderato di caffè e tè associato a un minor rischio di demenza e declino cognitivo
Caffè e demenza: uno studio su larga scala suggerisce che un consumo moderato di caffè caffeinato e tè è associato a un minor rischio di demenza e a un declino cognitivo più lento. Nessun effetto protettivo emerge invece per il caffè decaffeinato.







