Pillole di scienza
Caffè e demenza: uno studio su larga scala suggerisce che un consumo moderato di caffè caffeinato e tè è associato a un minor rischio di demenza e a un declino cognitivo più lento. Nessun effetto protettivo emerge invece per il caffè decaffeinato.
Una revisione sistematica mostra che il Nordic walking negli anziani riduce BMI, peso, circonferenza vita, pressione e colesterolo, migliorando il VO2. È particolarmente efficace dopo 12 settimane e nei soggetti oltre i 65 anni.
Uno studio su oltre 8.500 pazienti evidenzia che nel carcinoma colorettale stadio III l’oxaliplatino migliora la sopravvivenza solo fino ai 70 anni, mentre oltre tale età e nello stadio II non si osservano benefici, con maggiori interruzioni negli over 70.
Abelacimab, inibitore del fattore XI, riduce in modo significativo il sanguinamento rispetto a rivaroxaban nei pazienti con fibrillazione atriale. Lo studio AZALEA–TIMI 71 apre nuove prospettive per una terapia anticoagulante più sicura, in attesa dei dati di fase 3.
Capire il cervello con tre gesti: la “Serie di Luria”
La Serie di Luria è uno degli…
Il piatto dell’attività fisica
All’inizio di quest’anno, è st…
Uno studio su anziani ricoverati in case di cura mostra che la malnutrizione, misurata tramite MNA-SF e circonferenza del polpaccio, aumenta il rischio di ospedalizzazione e mortalità. Identificare precocemente la malnutrizione può migliorare gli esiti di salute.
Uno studio della UK Biobank associa la visione prolungata della TV a un rischio maggiore di demenza, mostrando come la visione prolungata della TV influisca negativamente su memoria e linguaggio, con impatti sulle aree fronto-polari del cervello.
L’aspirina svolge un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento delle malattie cardiovascolari. La US Preventive Services Task Force (USPSTF), dopo uno studio di revisione sistematica della letteratura ha fornito nuove raccomandazioni per il suo utilizzo
Il team di ricerca di McCarthy utilizza un modello per prevedere il futuro, nonostante le incertezze. Lo studio evidenzia che le generazioni nate nel secondo mezzo del secolo scorso hanno tratto vantaggio dai progressi tecnologici, migliorando così le loro condizioni di vita.









