Pillole di scienza

Malattie correlate all’invecchiamento

Lo studio rivela impatti differenziati del dolore cronico sull’invecchiamento cerebrale, evidenziando correlazioni tra tipo di dolore, sesso e risposta al trattamento, offrendo nuove prospettive di gestione

Questo studio, attraverso una metanalisi, esplora l’associazione tra malattie croniche e abuso sull’anziano, rivelando un rischio maggiore, soprattutto con patologie neurologiche. Fornisce suggerimenti pratici per l’assistenza e l’intervento

Una revisione sistematica esplora l’effetto della stomia sull’autonomia e la qualità di vita degli anziani, suggerendo interventi di stoma-care per migliorare la gestione

Studio rivela legame tra microbiota intestinale e Malattia di Alzheimer: trapianto di microbiota da pazienti AD a topi induce deficit cognitivi e neurogenesi ippocampale, suggerendo ruolo causale del microbiota nell’AD

Studio basato su UK Biobank rivelato invecchiamento eterogeneo degli organi, influenzato da stile di vita e malattie croniche. Possibili strategie per ritardare l’invecchiamento e promuovere la longevità

La disfagia, oltre a correlare con diverse malattie (neurodegenerative, cerebrovascolari, gastrointestinali, neoplastiche), può essere riscontrata in un gran numero di pazienti anziani, dato che l’invecchiamento è un fattore di rischio indipendente nel suo sviluppo. Il paziente disfagico, oltre ad avere difficoltà nell’alimentarsi, con possibile sviluppo di malnutrizione e disidratazione, può andare incontro a complicanze gravi come la polmonite ab ingestis.

È noto che la solitudine, definita come sentimento soggettivo angosciante che nasce dalla discrepanza tra le relazioni sociali desiderate e quelle percepite, può danneggiare la salute del cervello ed è associata ad un aumento del rischio di malattie psichiatriche e neurodegenerative.

I livelli glicemici associati ad un minor rischio di demenza nelle persone affette da diabete mellito di tipo 2 (DM2) non sono a tutt’oggi noti. Tuttavia, la conoscenza di questo dato sarebbe fondamentale per impostare target glicemici “ideali” per i pazienti. L’obiettivo dello studio descritto è quello di valutare la possibile associazione tra l’esposizione cumulativa a vari intervalli di concentrazioni di emoglobina glicata (HbA1c) e il rischio di demenza.

Il comportamento sedentario è associato allo sviluppo di malattie cardiometaboliche e mortalità, mentre la sua associazione con l’insorgenza di demenza non è stata ancora chiarita. Questo studio retrospettivo ha l’obiettivo di determinare l’esistenza di un aumentato rischio di sviluppo di demenza, dovuta a qualsiasi tipo di causa, in pazienti con maggiore abitudine alla sedentarietà.

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