Non solo rughe: un’esposizione solare scorretta aumenta il rischio di sviluppare patologie come i tumori della pelle, anche nelle persone anziane, che talvolta sottovalutano l’importanza della protezione della pelle.

È estate: aumentano le occasioni di fare attività all’aria aperta, approfittando delle temperature piacevoli e del sole. Questo vale anche per le persone avanti con gli anni, che possono concedersi passeggiate rinvigorenti, oppure semplicemente un po’ di relax all’aperto, che sia al mare o in montagna. Eppure, anche nella terza età non dobbiamo dimenticare i potenziali rischi del sole! Da uno studio del 2015 condotto negli Stati Uniti d’America, infatti, è emerso che meno della metà degli anziani protegge la propria pelle dal sole quando si trova all’aperto per un’ora o più, in una giornata calda e soleggiata. Occorre prestare attenzione, perché esporsi al sole in maniera non adeguata può aumentare il rischio di insorgenza dei tumori alla pelle, come il melanoma. Il sole riveste anche un ruolo importante per la nostra salute, senza dimenticare, poi, quanto sia gradevole la sensazione del calore del sole sulla nostra pelle! Non dobbiamo rinunciare a nulla di tutto ciò, se sappiamo come esporci al sole in maniera corretta. Vediamo come.

I raggi UV, perché non fanno bene alla pelle

Facciamo un passo indietro, perché prima di parlare di come prendere il sole è bene sapere perché la luce solare può essere rischiosa per la nostra salute. La luce che proviene dal Sole, che illumina la Terra e che ci colpisce si chiama radiazione solare. I raggi ultravioletti sono una forma di radiazione elettromagnetica che proviene dal Sole e da fonti artificiali (come i lettini abbronzanti e le docce solari).

Esistono diversi tipi di raggi UV, in base al loro livello energetico, e ognuno ha un effetto diverso sul corpo. I raggi UVA sono quelli a minor energia, e sono principalmente legati a danni cutanei come le rughe e al fotoinvecchiamento, ma si pensa che svolgano un ruolo anche in alcuni tumori della pelle. I raggi UVB, invece, hanno un po’ più di energia dei raggi UVA e possono danneggiare direttamente il Dna nelle cellule della pelle: sono i principali responsabili delle scottature e si pensa che causino la maggior parte dei tumori della pelle, e sono anche quelli contro cui sono diretti i filtri contenuti nelle creme solari. I raggi UVC, invece, sono quelli a più alta energia, ma reagiscono con l’ozono contenuto in atmosfera e non arrivano fino alla nostra pelle. L’energia apportata dai raggi UV, quindi, è sufficiente a penetrare nelle nostre cellule e, in alcuni casi, a colpire e danneggiare il Dna contenuto in esse. I risultati sono scottature e, a lungo andare, macchie della pelle e rughe; tuttavia, l’esito più grave di questo processo è l’insorgenza dei tumori alla pelle, tra cui c’è il melanoma, un tumore maligno a carico dei melanociti, le cellule che producono il pigmento che ci fa abbronzare.

Tumori della pelle, si può fare prevenzione

A livello mondiale, si stima che nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l’anno: un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. I tassi di incidenza più elevati di questo tumore si riscontrano nelle aree molto soleggiate e abitate da popolazioni di ceppo nordeuropeo, con la pelle particolarmente chiara. Non c’è solo il melanoma: negli Stati Uniti la stima di tumori cutanei è più di un milione di casi per anno, di cui solo il 20-30% è costituito da carcinoma a cellule squamose, un tipo di tumore maligno piuttosto aggressivo. Quando si parla di tumori della pelle, avere la pelle molto chiara, l’età avanzata e il sesso maschile rappresentano i fattori di rischio non modificabili per l’insorgenza di queste malattie.

In particolare, la maggior parte dei casi di tumori cutanei si riscontra in persone di età superiore ai 65 anni. La necessità di promuovere le buone pratiche di protezione della pelle tra le persone di età avanzata emerge proprio perché spesso gli anziani sono quelli più esposti ai rischi ma i primi a trascurare questo aspetto della prevenzione. Infatti, i ricercatori del Center for Disease Control and Prevention statunitense (CDC) hanno effettuato uno studio per scoprire le abitudini relative all’esposizione al sole delle persone anziane: da questa indagine è emerso che solo il 15% degli anziani adottava regolarmente le misure di protezione solare raccomandate dalle istituzioni sanitarie.. E se l’età è un fattore di rischio non modificabile, tra quelli modificabili, il principale per l’insorgenza dei tumori alla pelle è rappresentato dall’esposizione ai raggi UV. Rendere la protezione solare un’abitudine quotidiana, quindi, può aiutare a prevenire le scottature solari e ridurre le possibilità di insorgenza di cancro.

Come proteggere la pelle dal sole

Non è difficile avere cura della salute della propria pelle: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha elaborato un elenco di indicazioni da adottare per una corretta esposizione solare. Ecco quali sono le principali:

  • Limitare il tempo di esposizione al sole di mezzogiorno, e in generale limitare l’esposizione al sole tra le 10:00 e le 16:00, in quanto è durante queste ore che i raggi UV sono più forti.
  • Consultare l’indice UV, il numero che descrive il livello di radiazione UV che raggiunge la superficie terrestre in una certa area: questa importante risorsa, infatti, può aiutare a prevenire la sovraesposizione ai raggi del sole. Quando l’indice UV presenta valori moderati o elevati, è bene adottare più misure protettive. L’indice UV viene comunicato generalmente nelle previsioni del tempo.
  • Quando i raggi UV sono più intensi cercare l’ombra è sempre una buona idea, ma bisogna tenere presente che le strutture che fanno ombra come alberi, ombrelloni o tettoie non offrono una protezione solare completa.
  • Indossare indumenti e accessori protettivi, come abiti larghi e a trama fitta, cappelli a tesa larga e occhiali da sole
  • Applicare generosamente una crema solare ad ampio spettro con SPF almeno superiore a 15 e riapplicarla ogni due ore, oppure dopo aver nuotato o fatto esercizio all’aperto . Ricordatevi che non esiste nessuna crema solare che garantisca una protezione totale.
  • Evitare le fonti di raggi ultravioletti artificiali, come i lettini e le docce solari.

Un altro elemento da tenere in considerazione è il fototipo: la pigmentazione della pelle è diversa da individuo a individuo e una pigmentazione più chiara rappresenta una fattore di rischio. Il fototipo indica la quantità di melanina che contiene la pelle. La melanina è la sostanza responsabile dell’abbronzatura che non è semplicemente un fattore estetico, ma un meccanismo protettivo della pelle. Fototipi più bassi (pelle chiara, occhi chiari, capelli biondi o rossi) hanno meno melanina e riescono a proteggersi meno dagli effetti delle radiazioni, tendono a scottarsi e si abbronzano con estrema difficoltà. La scelta del fattore di protezione solare (SPF) deve essere adeguata al nostro fototipo: il consiglio del dermatologo può essere molto utile per capire a quale fototipo apparteniamo e avere consigli su come proteggerci dagli effetti dannosi dell’esposizione al sole, scegliendo il fattore di protezione più adatto.

Sole sì, ma con prudenza!

Eppure, le stesse radiazioni UVB tanto temute, che danneggiano il Dna e causano scottature solari e danni alla pelle, se controllate, possono fare anche del bene: infatti è proprio la luce del sole a dare il via alla produzione di vitamina D nel nostro corpo, che ai nostri giorni, riscontra livelli molto bassi tra la popolazione generale. È questo non è un bene: c’è un’associazione ben documentata tra bassi livelli di vitamina D e la cattiva salute delle ossa; inoltre la carenza di vitamina D è stata correlata (anche se non è stata dimostrata una relazione causale) con l’insorgenza di sclerosi multipla e alcuni tipi di tumori. Prendere un po’ di sole può anche aiutare a scrollarsi di dosso la tristezza invernale: studi suggeriscono che la luce solare può aiutare a invertire il disturbo affettivo stagionale, la deflessione del tono d’umore (a volte anche grave) che si ha al cambiare delle stagioni, in particolare tra la stagione calda e l’inverno. Senza dimenticare che poi stare all’aria aperta ci permette di dedicarci ad attività fisiche e ricreative che fanno del bene alla nostra salute, come giocare a golf, nuotare, passeggiare, fare giardinaggio. Per cui, anche per le persone anziane ben venga il sole, ma sempre con prudenza.

Fonti:

Dawn M Holman, MPH, Helen Ding, MSPH, MaryBeth Freeman, MPH, Meredith L Shoemaker, MPH, Association Between Sun Protection Behaviors and Sunburn Among U.S. Older Adults, The Gerontologist, Volume 59, Issue Supplement_1, June 2019, Pages S17–S27, https://doi.org/10.1093/geront/gny173

https://www.health.harvard.edu/diseases-and-conditions/benefits-of-moderate-sun-exposure

https://www.who.int/news-room/q-a-detail/radiation-sun-protection

https://medlineplus.gov/sunexposure.html

https://www.epicentro.iss.it/melanoma/

https://www.cancer.org/cancer/cancer-causes/radiation-exposure/uv-radiation.html

Robinson JK, Bigby M. Prevention of Melanoma With Regular Sunscreen Use. JAMA. 2011;306(3):302–303. doi:10.1001/jama.2011.990

Immagine in evidenza: BBH Singapore su Unsplash

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