Pillole di scienza

Lifestyle medicine

L’attività fisica riduce il rischio di varie patologie. Lo studio riportato dimostra la sua efficacia anche nel ridurre il rischio di incidenza di demenza. I famosi 10.000 passi potrebbero rientrare così nelle raccomandazioni delle linee guida per la prevenzione della demenza.

I risultati di una recente revisione sistematica di studi di coorte prospettici con meta-analisi hanno quantificato la riduzione del rischio di non-communicable diseases (NCDs) e di mortalità associate alle attività di rinforzo muscolare.

La dieta mediterranea è più efficace nella prevenzione secondaria di eventi cardiovascolari rispetto alla dieta ipolipidica. Vediamo insieme i risultati dello studio CARDIOPREV.

Questa revisione, condotta da Georgia Campana et al., si propone di sintetizzare le evidenze riguardanti l’associazione tra costrutti psicologici positivi e il successivo rischio di sviluppare deficit cognitivo e demenza negli adulti di età pari o superiore a 50 anni

Questo studio ha valutato la mortalità in 12.656 pazienti con o senza disfunzione metabolica associata a fegato grasso e con o senza consumo inadeguato di alcol o con entrambe le due condizioni associate.

L’Impianto Valvolare Aortico Transcatetere (TAVI) è stato inserito tra le linee guida Americane e Europee per il trattamento della Stenosi Aortica, patologia caratterizzata da una riduzione della capacità di apertura della valvola aortica

Le attività ludiche-creative e in particolare il gioco degli scacchi, argomento di questo studio, riducono il rischio di sviluppare la demenza, vediamo insieme di che cosa si tratta.

Secondo questo studio, una dieta personalizzata e l’esercizio fisico a domicilio possono ridurre gli effetti negativi della fragilità negli anziani.

Gli interventi di ICT (tecnologie della comunicazione e dell’informazione) analizzati da questo studio hanno dimostrato effetti positivi sugli indicatori direttamente correlati alla durata e la qualità del sonno (come l’indice di gravità dell’insonnia – ISI), sulla riduzione della depressione e quindi sul miglioramento della qualità della vita del paziente anziano.

Il lockdown ha avuto un profondo effetto sulle abitudini alimentari. Questi studi evidenziano, in particolare, l’aumento di peso e la riduzione dell’attività fisica in soggetti diabetici.

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