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Anziani e residenze sanitarie assistenziali: il paradosso della cura
Quarantacinque giorni. Quarantacinque giorni in una RSA ed ecco che una lunga vita fatta di felicità e tristezza, di gioie e di preoccupazioni, di sorrisi o pianti, di lavoro e di vacanze comincia a sfaldarsi come roccia carsica. Se ne va la capacità di prendere in autonomia una qualunque decisione, si sgretola il desiderio di comunicare, ci si abbandona nelle braccia di persone fino ad allora sconosciute.
Il movimento come medicina per la fibromialgia: evidenze scientifiche
La fibromialgia colpisce milioni di persone e provoca dolore diffuso e stanchezza cronica. La ricerca dimostra che l’attività fisica personalizzata — dall’idroterapia agli esercizi aerobici, di forza, allungamento e ginnastiche dolci — è uno degli strumenti più efficaci per ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita.
Delirium nel paziente anziano: riconoscerlo, prevenirlo, gestirlo
Il delirium negli anziani è una sindrome neuropsichiatrica acuta che si manifesta con disorientamento, alterazioni dell’attenzione, comportamenti insoliti e allucinazioni, spesso in seguito a ricoveri o interventi. È frequente ma sottodiagnosticato, con conseguenze importanti sulla salute e sull’autonomia.
Elderspeak: quando le parole fanno invecchiare male
Comprendere e riconoscere l’elderspeak è un passo fondamentale per migliorare la qualità della comunicazione con gli anziani, rispettandone la personalità e favorendo il loro benessere psicosociale. Adottare uno stile comunicativo autentico e rispettoso può quindi contribuire a contrastare i pregiudizi legati all’età e a sostenere un invecchiamento dignitoso e inclusivo.
Una nuova moneta su cui investire: il cervello
Il cervello è sempre più considerato un capitale umano da proteggere e valorizzare. La longevità non significa solo vivere più a lungo, ma vivere meglio: neuroscienze, prevenzione ed educazione sanitaria diventano strumenti chiave per una vita lunga e in salute.
PFAS: l’amianto del terzo millennio
I PFAS sono sostanze chimiche diffuse e resistenti, presenti in acqua, cibo e prodotti di uso quotidiano. Possono favorire tumori, infertilità e invecchiamento precoce, e per questo vengono definiti il “nuovo amianto”.








