libri e altre storie
“La nipote” di Bernhard Schlink
Nel romanzo “La nipote”, Bernhard Schlink, ha saputo cogliere e mettere a frutto una delle sfide dell’invecchiare: la maggiore libertà e la possibilità di decidere con cura i valori che davvero ci rappresentano, scegliendo l’amore per il prossimo, la fiducia nel futuro, l’onestà, e l’essere pacificati con le proprie scelte di vita.
“60 … e adesso! La guida per viverli bene” di Claire Parker e Muir Gray
“Sessanta e… adesso!” è una guida pratica ed esperienziale, in cui gli autori dialogano direttamente con il lettore, dandogli l’opportunità di fermarsi un momento a fare il punto della situazione, guardarsi dentro e fare tesoro degli insegnamenti del passato, cogliendo e venendo a patti con il presente per iniziare a scrivere il proprio futuro.
“Le nostre anime di notte” di Kent Haruf
In “Le nostre anime di notte” Kent Haruf suggerisce l’urgenza di cogliere ancora qualcosa dalla vita “prima che sia troppo tardi”, nonostante tutto. É la storia poetica, delicata, ironica di due persone ormai abituate alla loro solitudine che decidono di farsi compagnia, perché la solitudine è non l’unica opzione che gli rimane e farsi compagnia non è per niente poco
“I libri di mio padre” di Luan Starova
Luan Starova racconta con malinconia e delicatezza la storia delle peregrinazioni vissute della sua famiglia e dai libri del padre.
“Patrimonio. Una storia vera” di Philip Roth
Philip Roth in “Patrimonio” mette nero su bianco una delle relazioni più complesse, quella tra padri e figli. Un buon libro per riflettere sull’oscillazione del considerarsi figli, padri, e sul senso di straniamento che coglie da un lato nell’iniziare a curarsi dei propri genitori, dall’altro nel cedere il timone e lasciare che siano i figli a condurci.
“Non mi lasciare. Breve viaggio nell’universo della memoria” di Oddone Camerana
“Non mi lasciare, libro in cui l’autore Oddone Camerana ripercorre con taglio investigativo e metafisico il tema della conservazione dei ricordi come atto estremo della sensibilità umana, ricordandoci che la scrittura è il modo più antico per non morire.








