Prevenzione
L’arte del pisolino
Sonnellino, pisolino, riposino, siesta, pennichella, chiamatelo come volete, il breve riposo durante il giorno sta tornando di moda e forse non a sproposito. Il pisolino viene definito come una breve fase di sonno che si verifica al di fuori del periodo notturno tradizionalmente dedicato al riposo
Lo zolfo, un prezioso alleato per la salute
Il mondo vegetale ci offre alimenti, anche molto comuni, che contengono composti chimici a base di zolfo. Questo minerale è molto diffuso in numerosi vegetali di comune uso alimentare, dove è solitamente responsabile di sapori “forti”. Composti contenenti zolfo sono abbondanti anche nella frutta e determinano l’aroma fresco e profumato dei frutti tropicali, dell’anguria, delle fragole, del kiwi, del pompelmo e delle pere.
Come cambiare le abitudini per migliorare la salute
La prevalenza delle malattie croniche legate allo stile di vita è aumentata notevolmente negli ultimi decenni e queste sono responsabili del 71% di tutti i decessi verificatisi a livello mondiale nel 2019, di cui circa un terzo avvenuti tra persone di età compresa tra 30 e 69 anni.
La disbiosi, campanello d’allarme nei prodromi del morbo di Parkinson: effetto domino dall’intestino (e dal naso!) al cervello
In cosa consiste veramente la connessione tra microbiota e Parkinson? Come può un gruppo di microrganismi indurre dei cambiamenti tali da generare una vera e propria malattia? Per spiegare l’ipotesi proposta da alcuni ricercatori, vale la pena considerare di nuovo il ruolo dell’α-sinucleina.
Cambiare abitudini per un sano stile di vita, due chiacchiere tra esperti
Nell’articolo, la Dott.ssa Carmela Rinaldi e il Dott. Agatino Sanguedolce discutono sul cambiamento delle abitudini, sottolineando la necessità di un approccio collaborativo tra professionisti sanitari e pazienti.
Complottismo, fake news e anziani. Intervista alla Prof.ssa Meini
Durante la pandemia da Covid-19, molte teorie false hanno proliferato online, alimentando il complottismo. Studi indicano che anziani, più vulnerabili e meno smaliziati digitalmente, sono suscettibili a credere a false informazioni. La competenza pragmatica ridotta e l’isolamento sociale aggravano tale vulnerabilità








