Pillole di scienza

Percorsi di prevenzione e cura

I risultati di una recente revisione hanno messo a fuoco alcuni aspetti relativi agli effetti dell’attività fisica sulla composizione del microbiota intestinale e alla relazione tra il livello di fitness cardiorespiratoria (FCR) e il microbiota.

Questa revisione sistematica con meta-analisi suggerisce che i programmi di benessere combinati sul posto di lavoro possono migliorare specifici indicatori di rischio legati all’alimentazione, alle misure antropometriche e a fattori cardiometabolici, supportandone l’uso come strategie efficaci per la salute cardiometabolica.

Le fratture ossee secondarie a osteoporosi o fragilità ossea si associano a un incremento di morbidità, mortalità e a una riduzione della qualità di vita. Si raccomanda quale strategia preventiva l’assunzione di una dieta bilanciata con un adeguato apporto di proteine, calcio e vitamina D, in associazione a regolare attività fisica.

Da questo studio emerge che l’attività fisica riduce la mortalità nei pazienti con pregresso ictus, con un effetto benefico direttamente proporzionale all’impegno e alla costanza.

Un’analisi concettuale che mira a sviluppare un modello integrativo di drammaterapia, a partire dall’esperienza con partecipanti adulti della terza età.

La presenza di un ascoltatore attivo molto disponibile riduce il rischio di malattia di Alzheimer e disturbi correlati, aumentando la resilienza cognitiva.

Le persone con patologie psichiatriche hanno un’aspettativa di vita di 10-15 anni inferiore: lo studio cerca di calcolare l’età di esordio per decidere quando iniziare con la prevenzione.

Abitudini scorrette del sonno possono costituire dei fattori di rischio per la riduzione della durata della vita. La lifestyle medicine può essere d’aiuto.

È in corso uno studio randomizzato controllato che analizza gli effetti dell’apprendimento di una nuova lingua negli anziani soggetti a declino cognitivo. In particolare vengono valutati gli effetti sulla cognizione, sulla competenza linguistica, sulle misure socio-affettive e sull’attività cerebrale nel contesto.

Risultati da uno studio incoraggiano l’applicazione pratica della terapia iperbarica negli anziani nel migliorare il livello cognitivo.