Pillole di scienza
Percorsi di prevenzione e cura
Il tumore della prostata è il più diagnosticato negli uomini italiani. Uno studio sul trial CAP mostra che lo screening con PSA aumenta il rischio di sovradiagnosi con l’età: a 80 anni, oltre 1 caso su 2 potrebbe non aver mai richiesto cure.
Uno studio su oltre 5.000 anziani mostra che seguire una dieta di qualità è associato a un minor rischio di perdita dell’udito e a un declino cognitivo più lento dopo la comparsa dell’ipoacusia.
La citisina è un farmaco efficace e oggi rimborsato dal SSN per smettere di fumare. Agisce riducendo desiderio di nicotina e sintomi dell’astinenza. Studi recenti ne confermano efficacia e sicurezza, tanto che la WHO l’ha inclusa tra i trattamenti raccomandati contro il tabagismo.
Uno studio italiano confronta l’accessibilità sanitaria degli anziani in Lombardia, Toscana e Molise: emerge un divario netto tra Nord e Sud. In Molise, quasi un quinto degli anziani residenti in aree rurali non ha accesso a strutture sanitarie entro 30 minuti di viaggio da casa.
La scarsa qualità del sonno negli anziani viene spesso presa in carico tramite farmacoterapia, ma esistono altri metodi complementari che possono essere efficaci. Uno di questi è il pediluvio con acqua con temperatura attorno ai 40°C.
L’invecchiamento è legato allo stress mitocondriale e alla mito-infiammazione. La melatonina, potente antiossidante in calo con l’età, può proteggere i mitocondri e ridurre i danni, ma servono studi clinici più solidi.
Nel follow-up oncologico meglio medico o infermiere? Le scelte dei pazienti non sono scontate e cambiano a seconda dei bisogni. Uno studio chiarisce quando preferiscono l’uno o l’altro.
Caffè e demenza: uno studio su larga scala suggerisce che un consumo moderato di caffè caffeinato e tè è associato a un minor rischio di demenza e a un declino cognitivo più lento. Nessun effetto protettivo emerge invece per il caffè decaffeinato.
Una revisione sistematica mostra che il Nordic walking negli anziani riduce BMI, peso, circonferenza vita, pressione e colesterolo, migliorando il VO2. È particolarmente efficace dopo 12 settimane e nei soggetti oltre i 65 anni.
Uno studio mostra che chi smette di fumare ha un declino cognitivo più lento rispetto a chi continua. Il beneficio è presente a qualsiasi età, confermando che smettere è utile anche più avanti negli anni.
In un flash Forza, salute e longevità: due semplici test di fitness muscolare possono predire la salute a lungo termine
Le malattie croniche non trasm…
Capire il cervello con tre gesti: la “Serie di Luria”
La Serie di Luria è uno degli…










